EVENTI

Vai all'archivio

CIRCOLARI

Vai all'archivio

01039 - 22/02/2018

DM 14.6.2017 - accreditamento laboratori acqua potabile – scadenza del 31.12.2019

01038 - 21/02/2018

Disposizioni per la proroga della sospensione dei pagamenti e per l’estensione del periodo di rateizzazione relativamente alle popolazioni colpite dagli eventi sismici - delibera ARERA 81/2018/R/COM

01037 - 20/02/2018

CAMBIO DATA - XI riunione Commissione Tariffa Rifiuti | Roma, 8 marzo 2018 |

01036 - 19/02/2018

FLAICA CUB – Confederazione Unitaria di Base: proclamazione sciopero generale 8 marzo 2018.

01035 - 19/02/2018

Decreto Ministero del Lavoro 9 novembre 2017, Disposizioni di attuazione dell’art. 25 D.Lgs. n. 175/2016, in materia di personale delle società a partecipazione pubblica: ulteriori profili applicativi.

NEWS

Vai all'archivio

23/02/18 15.00 -  Crisi idrica, da Cdm ok stato di emergenza in Piemonte

Proroga di 180 giorni anche per Lazio e Umbria

Il Consiglio dei ministri ha approvato nella giornata di ieri lo stato di emergenza per il Piemonte relativamente alla crisi idrica che sta colpendo la Città metropolitana di Torino e le province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo e Vercelli.Prorogato di 180 giorni, inoltre, anche lo stato di crisi per approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nei territori di Lazio e Umbria. Già lo scorso anno, infatti, Palazzo Chigi aveva accettato la richiesta presentata dai Presidenti delle due Regioni e stanziato, rispettivamente, 19 milioni di euro per il Lazio e 6 milioni per l’Umbria per la realizzazione dei primi interventi.

 

23/02/18 15.00 -  Oneri, caos sulla socializzazione in bolletta

Campagna sui social e su whatsapp: “Arriverà addebito di 35 €”. Codacons: “Bufale, ma comunque impugneremo delibera Arera”. Confartigianato: “Bloccare dco su venditori”. E interviene anche Calenda

Se all’inizio era confusione ora si può parlare di vero e proprio caos.
La vicenda della socializzazione in bolletta degli oneri non pagati dai clienti morosi ha scatenato una reazione collettiva, in parte alimentata da notizie imprecise o false. E’ il caso della campagna partita ieri sera sui social network e su whatsapp, che annuncia un addebito di ben 35 euro sulla bolletta elettrica di aprile legato proprio al nodo morosità.
Cifra ovviamente campata in aria. Visto che proprio ieri il direttore della divisione energia dell'Autorità, Clara Poletti, ha stimato un impatto sui clienti domestici di circa 2 € annui (seppure in relazione al solo debito accumulato dai distributori nei confronti dei venditori). Peraltro con tempistiche più a lungo termine e sulla base di un meccanismo “graduale”.
La stessa Codacons è intervenuta ieri per precisare che “si tratta di una bufala a tutti gli effetti”. Ma non per questo l’associazione dei consumatori attenua la propria contestazione contro i provvedimenti dell’Autorità. Annunciando anzi di avere in preparazione un ricorso al Tar Lombardia contro la delibera 50/2018, quella che appunto tende a spalmare in bolletta il debito dei distributori verso Gala ed altri trader.
E oggi si è mossa anche Confartigianato, che però si concentra più sul dco 52/2018 relativo ai rimborsi ai venditori. “L’Autorità per l’Energia ci ripensi – sottolinea in una nota – è inaccettabile la decisione di far pagare ai consumatori  in  regola gli oneri di sistema non riscossi dai clienti morosi. Si tratta di una scelta iniqua, che deresponsabilizza l’intera filiera energetica e danneggia le dinamiche concorrenziali del mercato”.
“Perché  – chiede Eugenio Massetti, delegato di Confartigianato all’Energia –  i  clienti  che  rispettano  i  propri  obblighi contrattuali dovrebbero accollarsi  gli  oneri di sistema di chi non paga? Se le società di vendita di energia falliscono non vi è forse anche una responsabilità di chi doveva vigilare?  E  se  le imprese non sono in grado di valutare efficacemente la serietà  dei  propri  clienti perché i costi di queste manchevolezze devono essere pagati da chi non ne è responsabile?”.
Confartigianato  giudica “incomprensibili  le  ragioni dell’Autorità” alla quale chiede di “ritirare la consultazione sul meccanismo di riconoscimento degli  oneri  non riscossi ai venditori e di convocare al più  presto tutti gli  operatori  del mercato dell’energia. Dopo le agevolazioni agli energivori, non sono accettabili  ulteriori  balzelli  che trasformano le bollette delle piccole imprese in strumenti per ‘fare cassa’ e compensare inefficienze in attività di legislazione, regolazione e controllo”.
Come soluzione strutturale l’associazione è orientata a una vera e propria fiscalizzazione degli oneri, quindi anche oltre l’opzione sul modello Canone Rai, che peraltro non pare entusiasmare il Governo.
Tra l’altro, sulla vicenda è intervenuto con qualche tweet il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, in risposta ad alcuni interventi a lui rivolti. “È l'Autorità per l'energia che si è adeguata ad una pronuncia della magistratura. Il Governo non c’entra nulla”, ha sottolineato. Ma il discorso si è poi allargato al peso in bolletta delle agevolazioni agli energivori. E anche al capacity market.
Sul primo punto, il ministro ha sottolineato che “la normativa sulle 3.000 imprese energivore che danno lavoro a 500.000 operai, ha un impatto di 12 euro l'anno che viene riassorbito dalla diminuzione degli incentivi sulle rinnovabili”. E inoltre “dobbiamo decidere se vogliamo rimanere un paese industriale o no. Perché se ammazziamo le imprese di costi poi lagnarsi per le crisi è molto ipocrita”.
Riguardo al capacity market, Calenda ricorda i “costi che ogni anno sopportiamo per la debolezza del nostro sistema di produzione elettrica dopo decenni di incuria. A ogni picco stagionale dobbiamo varare misure straordinarie per evitare rischi. Con l’approvazione del capacity market questa situazione finirà”.

 

22/02/18 15.00 -  Abruzzo, 9 mln di euro per le infrastrutture idriche

Siglate dalla Regione due intese per interventi sul depuratore di San Martino e sul sistema acquedottistico duale della Val Pescara

Il dipartimento Opere pubbliche della Regione Abruzzo ha sottoscritto due intese che danno il via libera a interventi sull’impianto di depurazione di San Martino di Chieti Scalo, finanziati con 6 mln di euro, e sul sistema acquedotti stico duale (per usi civili e industriali) della Val Pescara, a cui sono destinati 3 mln di euro

21/02/18 16.10 -  Capacity market Ue, i paletti dell’Europarlamento

Esenti dal limite di 550 gr CO2/kWh solo le centrali esistenti e per non più di 5 anni, durata contratti di un anno ma solo per i vecchi impianti. Niente priorità dispacciamento per le nuove Fer. La Itre approva tre provvedimenti sul settore elettrico e quelli su efficienza in edilizia e Acer

La commissione Industria ed Energia dell’Europarlamento (Itre) ha approvato oggi cinque provvedimenti del Clean Energy Package presentato dalla Commissione Ue alla fine del 2016, tra i quali la proposta di regolamento sul mercato interno dell’energia elettrica (market design) con le norme per la remunerazione della capacità. Con 44 voti a favore, 11 contrari e 9 astenuti, la Itre ha dato infatti luce verde al testo emendato del relatore Karinš Krišjanis, inasprendo

21/02/18 16.00 -  “Rifiuti, una proposta per ridurre la Tari fino a 2 mld €”

L’analisi di Beccarello-Di Foggia (Università Bicocca): “La combinazione metodo parametrico-price cap consentirebbe di tagliare inefficienze e ridurre disparità tra gli Ato”. Ora la tassa pesa per 10 mld € annui. Convegno il 12 marzo

Con una struttura regolatoria che utilizzi in maniera combinata il metodo parametrico e il price cap sarebbe possibile ridurre la Tari per una cifra compresa tra 1,21 e 1,96 miliardi di euro in 5 anni, ossia il 12-19% degli attuali 10,05 mld € complessivi annui. E’ quanto afferma uno studio del Cesisp (Centro di Ricerca in Economia e Regolazione dei Servizi, dell’Industria e del Settore Pubblico, istituito alla fine del 2017 presso l’Università Bicocca) curato dai professori Massimo Beccarello e Giacomo Di Foggia. Ricerca che contiene spunti interessanti per la futura regolazione del settore, ormai ufficialmente affidata all’Arera

20/02/18 16.00 -  Tee: la riduzione delle sessioni di mercato e l’attesa del decreto correttivo

Interrogativi sull’intervento del Mise che dice: strumento “interinale” per contenere intanto il costo del meccanismo. Ma sul DM c’è il nodo tempi

Su una cosa sembrano tutti d’accordo: la riduzione delle sessioni di mercato dei Titoli di efficienza energetica da settimanali a una sola al mese non è “la” soluzione per intervenire sulla crisi che sta vivendo il sistema dei Tee. Lo pensano operatori e osservatori e lo sa anche il ministero dello Sviluppo economico che, di concerto con il Minambiente, ha chiesto di ridurre la frequenza delle contrattazioni su MTEE inviando il 14 febbraio una comunicazione al Gme per interventi correttivi

 

20/02/18 15.00 -  Extra-costi Msd, nuove ordinanze Tar su 6 soggetti

Accolte le richieste di sospensiva delle restituzioni (con garanzia) di Metaenergia, Utilità, Energy Only, Duferco Energia e Spienergy. Respinta istanza Velga per eliminare fideiussione

Arrivano nuove ordinanze del Tar Milano in merito ai provvedimenti prescrittivi adottati dall’Autorità per l’energia contro i soggetti ritenuti responsabili di strategie di programmazione non diligenti su Msd.

 

20/02/18 15.00 -  Illuminazione smart, ok del CdS al bando Lumen in Lombardia

Accolto il ricorso della Regione dopo la bocciatura al Tar dell’avviso che assegna 43 mln di euro a 140 Comuni

Via libera in Consiglio di Stato al bando Lumen con cui la Regione Lombardia finanzierà con 43 milioni di euro interventi di efficientamento energetico e sviluppo di servizi “smart city” nell’illuminazione pubblica di 140 Comuni.

 

19/02/18 15.00 -  Retail: Placet al via il 1° marzo

L’Autorità adotta i moduli con le condizioni generali di fornitura distinti per tipologia di clienti e commodity. Regole rafforzate su tutela del credito in caso di morosità

Scatterà dal 1° marzo l’obbligo per i venditori di rendere disponibili sul mercato retail le Placet, le offerte a Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela introdotte dall’Autorità per l’energia con la delibera 555/2017/R/com per i settori elettrico e gas.
Con la delibera 89/2018/R/com del 15 febbraio, pubblicata venerdì sul sito del regolatore, l’Autorità ha infatti adottato, con effetti dal 1° marzo, i moduli con le condizioni generali di fornitura distinti per tipologia di clienti e commodity, ossia il benchmark per i relativi contratti alla cui approvazione era stata differita l’efficacia della Placet (inizialmente attesa per il 1° gennaio - QE 6/12/17).
Il termine di avvio fissato per la Placet, sottolinea Arera, è coerente con quello individuato dalla Legge concorrenza n. 124/2017 laddove, all’articolo 1 comma 62, dispone che in vista del superamento della tutela decorsi sei mesi dall’entrata in vigore del provvedimento (e quindi il 1° marzo) ciascun operatore fornisca almeno una proposta di offerta di fornitura di elettricità o di gas a prezzo variabile e una a prezzo fisso con riferimento a domestici, alle imprese elettriche in BT e alle utenze del settore gas con consumi annui non superiori a 200.000 mc. Offerte che devono essere inviate periodicamente all’Autorità e contestualmente pubblicate sul sito internet dei venditori. Il tutto sulla base di modalità definite dal regolatore a cui la Legge concorrenza (art. 1, comma 63) ha affidato il compito di stabilire, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, le informazioni minime e i requisiti che gli operatori devono rispettare per garantire la confrontabilità delle offerte e la loro omogeneità. Un percorso che nella delibera 610/207/R/com di fine agosto il regolatore aveva indicato che avrebbe attuato facendo riferimento alle Placet (QE 30/8/17), che saranno anche le prime ad essere trovate sul Portale di comparazione delle offerte di elettricità/gas previsto sempre dalla Legge concorrenza e online entro il prossimo 1° luglio (QE 2/2).
La delibera sui moduli benchmark per la Placet  è stata varata dall’Autorità in prorogatio, regime scattato il 12 febbraio all’indomani della fine della consiliatura e in assenza della nomina del nuovo collegio. In questo periodo, come indicato nel parere reso nel 2010 dal Consiglio di Stato quando anche la precedente Autorità si trovò in una analoga situazione, il regolatore può adottare atti di ordinaria amministrazione e quelli indifferibili e urgenti nel limite massimo di 60 giorni (Arera si è conformata al parere del CdS con la delibera 64/2018/A). E per l’Autorità la delibera in esame rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione e quindi adottabile in prorogatio essendo, spiega, “atto di attuazione e completamento di una regolazione previgente ed essendo ampiamente matura l’attività istruttoria condotta” nel tavolo permanente – a cui partecipano consumatori e venditori – istituito la scorsa estate per acquisire informazioni utili all’approvazione dei moduli con le condizioni di fornitura delle Placet.
In applicazione della Legge concorrenza è in arrivo anche la delibera sui gruppi di acquisto e il rapporto al Mise sul monitoraggio del mercato retail (atteso entro il 1° marzo).
Venendo nel dettaglio ai moduli, Arera ha recepito alcune richieste emerse dai lavori del Tavolo permanente. In particolare, si legge nella delibera, l’Autorità ha adottato quattro moduli distinti in funzione delle tipologia di clientela e dell’oggetto della fornitura, come sollecitato dai consumatori per agevolare la comprensione da parte dei clienti finali delle condizioni contrattuali loro applicabili, mentre i venditori chiedevano una versione semplificata e consolidata. Le clausole contrattuali oggetto dei moduli, continua Arera, “riproducono disposizioni della regolazione e della normativa vigente pertanto fungono da benchmark” per i clienti finali che intendano verificare i loro contratti che per i venditori che redigeranno autonomamente le condizioni generali di fornitura delle Placet. Eventuali ulteriori clausole diverse da quelle dei moduli, sottolinea l’Autorità, “si considerano non apposte”. Il regolatore ha poi accolto la richiesta della domanda di comunicazioni scritte da parte dei venditori ai clienti finali delle Placet per conclusioni/rifiuto contratti e per la comunicazione degli effetti  della revoca switching anche per ridurre il contenzioso tra le parti.
Andando infine incontro alla richiesta dei venditori di rafforzare le previsioni contrattuali per la tutela del credito in caso di morosità dei clienti finali, l’Autorità ha stabilito di limitare l’applicazione del solo interesse legale per i primi dieci giorni di ritardo rispetto alla scadenza del pagamento soltanto a coloro che nell’ultimo biennio siano stati in regola.
La delibera del regolatore è disponibile in allegato sul sito di QE.

 

16/02/18 16.00 -  Ispra, Laporta: “Così vogliamo rafforzare il nostro ruolo a protezione dell’ambiente”

Il presidente dell’istituto illustra a QE le linee strategiche al 2020. “Comunicazione e informazione fondamentali. Sicurezza nucleare: in primavera si completerà il percorso per l’operatività dell’Isin”

di R.M.

“Affermarsi come ente di riferimento per istituzioni e cittadini, divenire un modello di ‘buone pratiche’ all’interno dell’Unione europea, favorire il raggiungimento di livelli omogenei di tutela ambientale sull’intero territorio nazionale, guidare i cambiamenti, valorizzare l’identità dell’istituto”. Sono le cinque linee strategiche, declinate in diciannove obiettivi, del piano 2018-2020 dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Un documento approvato dal consiglio di amministrazione al termine di un percorso di consultazione interna, durato da settembre a dicembre. “Ai nostri colleghi”, spiega a QE il presidente Stefano Laporta, “abbiamo chiesto suggerimenti e consigli per accrescere il senso di appartenenza all’istituto” che, al compimento dei dieci anni di vita, vuole con questo piano rafforzare il suo ruolo a protezione dell’ambiente e rendere più conoscibile il lavoro che svolge.
Vigilato dal ministero dell’Ambiente, da cui riceve le direttive generali, l’Ispra, ricorda il presidente, è nato nel 2008 dalla fusione di tre enti diversi (Apat, Icram e Infs), i primi anni di vita dell’istituto sono quindi serviti “ad unificare queste diverse anime”. Nel 2016 sono poi arrivate novità legislative importanti per la missione dell’istituto. Anzitutto la legge 132/2016 che ne ha ampliato operatività e responsabilità, affidandogli il ruolo di coordinamento del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) di cui fanno parte, oltre all’Ispra, le 19 Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (Arpa) e le due Agenzie delle Province autonome di Trento e Bolzano (Appa). Il sistema, che conta 10.000 addetti sul territorio nazionale (a cui si sommano i 1.200 in forze a Ispra), ha il compito di assicurare un monitoraggio con attività sul campo, anche favorendo il raggiungimento di livelli omogenei di protezione dell’ambiente in tutto il Paese (Lepta). L’altra novità è stata rappresentata dal D.Lgs n. 218/2016 sugli enti pubblici di ricerca, che riguarda anche l’Ispra.
“Con i due provvedimenti”, continua il presidente, “si sono potuti identificare con maggiore definizione i compiti dell’Ispra” che il piano strategico vuole appunto valorizzare.
Nell’istituto dal 2010, prima come direttore generale e da luglio 2017 come presidente (dopo una fase di commissariamento per l’Ispra che si era ritrovato senza Cda e presidente), Laporta – assieme al direttore generale Alessandro Bratti (in carica da dicembre) – ha presento a gennaio il documento al ministro Galletti, sottolineando “come il mandato sia quello di fornire un contributo sempre più qualificato al ministero nel rispetto dell’autonomia tecnico-scientifica dell’istituto”.
Una delle priorità per il prossimo triennio è infatti quella di affermarsi come “ente di riferimento” per amministrazioni pubbliche e private a supporto delle politiche di sostenibilità. Come? “Garantendo e facilitando”, spiega il piano, “l’utilizzo e la fruizione di dati, informazioni e prodotti dell’Ispra e dell’Snpa, (…) organizzando i propri laboratori in rete per armonizzare i sistemi di monitoraggio e di controllo delle diverse componenti ambientali, (…) migliorando la capacità e l’efficacia dei controlli e delle ispezioni ambientali”. Prioritario per l’istituto, sottolinea Laporta, è anche “essere a disposizione di ogni singolo cittadino pur essendo un ente tecnico-scientifico”.
La seconda linea strategica, come detto, è quella di divenire un modello di “buone pratiche” presso le istituzioni dell’Unione europea, consolidando la cooperazione in particolare con l’Agenzia europea per l’Ambiente.
Per favorire il raggiungimento di livelli omogenei di tutela ambientale a livello nazionale, gli obiettivi che si è dato Ispra al 2020 passano per la predisposizione di linee guida, criteri e indirizzi per identificare appositi standard, cooperazione con le istituzioni competenti e adozione con le agenzie ambientali di norme vincolanti per l’Snpa in materia di monitoraggio, valutazioni ambientali, controllo e diffusione di informazioni.
L’istituto vuole inoltre “accompagnare i cambiamenti” e quindi processi ormai “inevitabili”, commenta Laporta, come quelli della green economy e dell’economia circolare, “identificando le problematiche future e contribuendo ad accrescerne la conoscenza”. In un Paese in perenne emergenza quale è l’Italia è “importante programmare e pianificare in una logica di sistema centro-regioni fornendo al decisore gli strumenti per farlo”.
La quinta linea strategica del piano al 2020 punta a rafforzare l’identità dell’Ispra, “anche attraverso un’evoluzione della comunicazione esterna e interna, migliorando la qualità dell’ambiente di lavoro, (…) rafforzando e consolidando progressivamente il budget dell’istituto, coinvolgendo il personale nei processi decisionali e accrescendone il senso di appartenenza”, nonché, si legge sempre nel documento, “migliorando la divulgazione dei risultati delle ricerche e le informazioni ambientali verso cittadini, società civile, mondo produttivo e portatori di interesse”.
Nel futuro di Ispra non ci sarà più invece il ruolo di Autorità per la sicurezza nucleare, compito destinato a passare all’Isin, l’Ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione che dopo lunga attesa  (è stato previsto dal D.Lgs 45/2014 poi modificato dal D.Lgs 137/2017) sembra andare ora verso l’operatività. A dicembre si sono insediati il nuovo direttore Maurizio Pernice e la Consulta della struttura, coordinata da Laporta, dove siedono anche Vittorio D’Oriano e Laura Porzio. “Entro febbraio sarà pronto il regolamento poi si procederà al trasferimento delle risorse da Ispra a Isin”. Il percorso, conclude il presidente dell’Ispra, dovrebbe completarsi “entro la primavera, senza soluzione di continuità”.

16/02/18 15.00 -  Decreto Fer e biomasse, le tre richieste del Mipaaf

Il capo dipartimento Bianchi al summit Biogas Italy: “Servono dotazione finanziaria adeguata, focus su piccoli impianti ed equilibrio economico”. Gattoni (Cib): “Dal DM biometano le basi per una forte crescita del comparto” ma il provvedimento è ancora all’Ue

Sul decreto Fer non Fv “è in piedi un tavolo tra ministero dell’Agricoltura e Mise” nel quale il Mipaaf ha posto “tre temi: dotazione finanziaria adeguata per le biomasse, concentrazione sui piccoli siti e mantenimento di tariffe che diano equilibrio finanziario agli impianti”.

15/02/18 16.00 -  L’energia italiana al 2040, gli scenari di Terna

Le ipotesi alla base del Piano di sviluppo della rete: domanda elettrica fino a 412,7 TWh, 12,6 mln di e-car, risparmi per 24 mln Tep, aumenti dei prezzi di tutte le commodity

La domanda elettrica italiana potrebbe raggiungere i 412,7 TWh nel 2040, quando potrebbero essere in circolazione 12,6 milioni di veicoli elettrici e in funzione 6,4 mln di pompe di calore. E’ l’ipotesi “più aggressiva” contenuta nell’edizione 2018 del “Documento di descrizione degli scenari” utilizzati per l’elaborazione del Piano di sviluppo della rete elettrica, che Terna pubblica con cadenza almeno biennale come previsto dalla delibera 627/2016/R/Eel dell’Autorità dell’Energia

 

15/02/18 15.00 -  Acqua e governance, le aggregazioni contro la frammentazione

Il percorso di riordino è ancora in fieri e i ritardi rischiano di bloccare lo sviluppo industriale del settore. L’analisi del Laboratorio Spl di Ref Ricerche

Nonostante i termini perentori fissati nel 2014 dal decreto Sblocca Italia per la delimitazione degli Ambiti territoriali ottimali (Ato) e la definizione dei relativi Enti di governo (Ega), il riordino della governance nel settore dell’idrico è ancora “in fieri”. Parte da qui l’analisi contenuta nell’ultimo contributo del Laboratorio Spl di Ref Ricerche, che fotografa lo stato dell’arte del riassetto della governance nel Paese.

 

14/02/18 16.00 -  Certificati bianchi, la fotografia del Gse

Nel 2017 riconosciuti 5,8 milioni di Tee, il 5% in più del 2016, a gennaio 313.855 titoli. Il rapporto annuale e dati del mese

Nel 2017 il Gse ha riconosciuto complessivamente oltre 5,8 milioni di Titoli di efficienza energetica, pari a circa 1,92 Mtep di risparmi energetici, registrando il 5,3% in più rispetto al 2016, con un decremento del 54% del numero delle istanze presentate. E’ quanto emerge dal “Rapporto annuale Certificati bianchi” pubblicato oggi sul sito del gestore. Il documento illustra i principali risultati e i trend più significativi ottenuti dal meccanismo nel 2017.

 

14/02/18 15.25 -  Rifiuti Roma, per il Cds legittimo inviarli nei Comuni limitrofi

I giudici di appello accolgono il ricorso del Minambiente contro le 4 amministrazioni, che contestavano anche gli stessi poteri del Commissario per l’emergenza

I rifiuti di Roma, Fiumicino, Ciampino e della Città del Vaticano possono essere trattati nei 4 impianti dei Comuni limitrofi (tra cui Colfelice, San Giovanni Incarico e Anagni) individuati dal Commissario nominato nel 2013. Lo ha sancito il Consiglio di Stato, accogliendo i ricorsi del Minambiente e dello stesso Commissario contro le sentenze del Tar Lazio di fine 2013, che avevano dato ragione ai Comuni.

14/02/18 15.25 -  Protagonista o grande assente, l’acqua nell’urna

Agricoltura, reti, tutela ambientale: tutte le declinazioni del tema nella corsa al voto. Ma non in tutti i programmi politici la risorsa idrica è una priorità

Protagonista o grande assente nei programmi elettorali dei partiti politici verso le elezioni del 4 marzo, l’acqua compare nei vari documenti pubblicati in rete in maniera assai variabile sia per la declinazione delle tematiche affrontate (agricoltura, governance, reti, tutela ambientale) che per la rilevanza rispetto al contesto generale

 

13/02/18 15.00 -  Extra-costi Msd, CdS congela 11,2 mln € di restituzioni

Accolta l’istanza cautelare di Cva Trading contro la conferma di un provvedimento prescrittivo dell’Autorità. La società dovrà però versare una cauzione

Prosegue la diatriba di fronte alla giustizia amministrativa tra l’Autorità per l’energia e gli utenti del dispacciamento colpiti dai provvedimenti prescrittivi del regolatore.

 

13/02/18 15.00 -  Idrico, nuova consultazione Arera sulla morosità

Pubblicato anche lo schema del Testo per la regolazione della morosità del Sii (Remsi). Osservazioni entro il 12 marzo

C’è tempo fino al 12 marzo per inviare ad Arera le osservazioni sul documento di consultazione 80/2018/R/idr che illustra gli orientamenti finali sulle misure necessarie per il contenimento della morosità nel servizio idrico integrato (Sii), come previsto dal Dpcm 29 agosto 2016.

 

12/02/18 16.00 -  Switching gas, passaggio al SII dal 1° novembre 2018

Delibera Arera sulla nuova disciplina. Ultima istanza: niente più indennizzi automatici a carico distributori. Default: risoluzione contratto dopo 12 mesi scadenza fattura. Interventi anche su elettrico

Partirà dal 1° novembre 2018 la nuova disciplina sullo switching nel retail gas che prevede il trasferimento ufficiale ed esclusivo al SII dei relativi processi.

 

12/02/18 15.00 -  Gare gas: novità su Genova 1, Monza-Brianza e Mantova 1

Via libera Arera a Vir-Rab nell’ambito ligure. Ricorso Italgas su quello brianzolo. Parte iter in Consiglio comunale mantovano

Arrivano tre novità in tema di gare gas.
Partendo dall’Atem Genova 1, con la delibera 69/2018 l’Autorità per l’energia ha dato il via libera ai Vir dei Comuni di Ceranesi, Cicagna Lumarzo, Mele, Mignanego, Torriglia e Uscio. L’Ambito comprende in tutto 24 Comuni (incluso il capoluogo) che in base ai dati Mise del 2012 sommano 336 mila Pdr per 392 milioni mc distribuiti annualmente.

 

APPUNTAMENTI

<febbraio 2018>
lunmarmergiovensabdom
2930311234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627281234
567891011