AMBIENTE  -  studi e ricerche


Analisi dei costi della raccolta differenziata in Italia
A cura di
Bain & Co.

Data pubblicazione
21/06/2018

Prezzo
Associati: 
Non associati: 
Disponibile in formato elettronico

Presentazione
Con questo studio Utilitalia, avvalendosi del qualificato contributo di Bain & Company, si è posta l’obiettivo di aggiornare al 2016 la panoramica sui costi della raccolta differenziata in Italia dopo l’analisi dei costi della raccolta multimateriale degli imballaggi del 2013, della raccolta della frazione organica del 2015 e del 2008 e sulla raccolta differenziata monomateriale dei rifiuti di imballaggio del 2009 e del 2013, realizzando così un quadro complessivo e strutturato dei costi della raccolta e dei modelli organizzativi esistenti in Italia. Il campione analizzato, ampiamente significativo sotto il profilo statistico, è costituito da aziende associate operanti in circa 200 comuni, ben distribuiti in tutte le classi dimensionali, che servono oltre 16 milioni di abitanti intercettando quasi il 30% dei rifiuti complessivamente generati dal Paese. Lo studio, utilizzando una metodologia distintiva ed ormai consolidata di costruzione del costo industriale delle attività di raccolta, evidenzia il crescente impegno delle imprese associate per il miglioramento qualitativo e quantitativo di questa strategica attività per la sostenibilità ambientale, per la piena attuazione dei principi dell’economia circolare e per la riduzione delle frazioni non utilmente riciclabili da avviare a recupero energetico o da smaltire in discarica: la raccolta differenziata, infatti, ha mostrato importanti incrementi per tutte le frazioni, segnatamente organico ed imballaggi in plastica, accompagnati da crescenti performance aziendali in termini di efficientamento. Se da un lato, infatti, si è assistito e si è ampiamente rilevato e discusso circa l’incidenza, in termini di incremento dei costi di raccolta, che hanno avuto l’aumento delle quantità delle frazioni raccolte, le maggiori diffusioni dei sistemi di raccolta domiciliare e le dinamiche inflattive, l’impegno e l’attenzione delle imprese associate ha consentito di mantenere l’incremento dei costi a livelli inferiori a quelli attesi, con un efficientamento complessivo a livello di sistema superiore ai 400 milioni di euro l’anno. Preme infine evidenziare come, per la prima volta, il Paese abbia fatto registrare percentuali di raccolta differenziata superiori alla soglia del 50%, con diverse regioni, ubicate sostanzialmente nel centro - nord, ormai prossime o che hanno superato l’obiettivo normativo del 65% e con quelle del meridione che, tranne rare eccezioni, mostrano accelerazioni importanti che verosimilmente potrebbero porle, nel breve periodo, ai livelli di quelle industrialmente più avanzate. Si tratta di risultati importanti e di impegni ineludibili, soprattutto nella prospettiva disegnata dal Pacchetto dell’Economia Circolare che indica target ambiziosi di effettivo riciclaggio dei rifiuti, in particolare da imballaggio, per il raggiungimento dei quali però non basta una buona raccolta differenziata, che rimane strumento fondamentale e necessario, ma non sufficiente, perché per la chiusura del ciclo occorre un adeguato sistema impiantistico per il riciclo ed il recupero. A questo proposito continua a destare preoccupazione la cronica insufficiente dotazione impiantistica in diverse aree del Paese, segnatamente per quanto concerne la frazione organica, ma anche per alcune frazioni di rifiuti di imballaggio che, se non affrontata con una coerente programmazione, rischierebbe di vanificare gli sforzi messi in campo da Enti locali, aziende e cittadini verso il continuo miglioramento delle raccolte differenziate ai fini della massimizzazione del riciclaggio.

Argomenti
Costi della RD in Italia


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