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09/01/2018 15.00 - Idrico, tutte le novità nella Legge di bilancio 2018

Maxi-conguagli, Piano invasi e acquedotti, concessioni idroelettriche, rifinanziamento del Fondo infrastrutture (introdotto con la Legge di bilancio 2017) e liquidazione dell’Eipli (Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia). Sono diverse le novità contenute nella Legge di bilancio (L. n. 205/2017) che interessano il settore idrico sotto diversi profili.

Si parte con i primi commi dell’articolo 1 (commi 4-10) in materia di fatturazione e conguagli. In seguito all’approvazione di un emendamento che, di fatto, ricalcava la proposta di legge c.d. Baldelli sulle maxi-bollette, dal 1° gennaio 2020 i pagamenti delle fatture per il servizio idrico si prescriveranno entro 2 anni invece dei 5 attualmente in vigore (per l’elettrico si parte dal 1° marzo di quest’anno mentre per il gas dal 1° gennaio 2019). Sono interessati dalle nuove disposizioni sia i rapporti tra utenti (domestici e microimprese) e gestori che quelli tra distributori e venditori che quelli con l’operatore di trasporto e gli altri soggetti della filiera. Modalità e tempistiche dovranno essere stabilite entro 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra da Arera (nuovo nome dell’Autorità per l’energia in seguito all’estensione della regolazione anche al settore dei rifiuti, commi 527-530). I rimborsi dei conguagli non dovuti dovranno avvenire entro tre mesi.

La legge assegna all’Autorità la definizione, entro tre mesi, di “misure a tutela dei consumatori determinando le forme attraverso le quali i distributori garantiscono l’accertamento e l’acquisizione dei dati dei consumi effettivi”. Accanto a questo, il Regolatore potrà stabilire con propria delibera “misure atte a incentivare l’autolettura senza oneri a carico dell’utente”.

Nella Legge di bilancio (commi 516-526) è prevista anche la realizzazione di un Piano nazionale di interventi nel settore idrico, articolato in due sezioni: “invasi” e “acquedotti”.

Il documento dovrà essere adottato (anche per stralci) con Dpcm su proposta del Mit (di concerto con Minambiente, Mibact, Mipaaf, Mef) sentita l’Arera e previa intesa della Conferenza Unificata, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della manovra, ossia dal 1° gennaio 2018. Una volta approvato il Piano, gli Enti di governo dell’ambito e i soggetti competenti per acquedotti e invasi avranno 60 giorni per adeguare i propri strumenti di pianificazione e programmazione in coerenza con le misure previste. Gli interventi contenuti nel documento saranno finanziati a valere sul Fondo di garanzia per le infrastrutture idriche, di cui all’art. 58 del Collegato ambientale (L. n. 221/2015) che viene integrato prevedendo che gli interventi del Fondo siano assistiti dalla garanzia dello Stato quale garanzia di ultima istanza “secondo criteri, condizioni e modalità” da stabilire con un decreto del Mef .

Intanto, con decreto del ministero delle Infrastrutture (di concerto con le Politiche agricole) verrà adottato un Piano straordinario “per la realizzazione degli interventi urgenti in stato di progettazione esecutiva, riguardanti sia gli invasi multi-obiettivo che il risparmio idrico negli usi civili e agricoli” per la cui realizzazione sono stanziati 250 milioni di euro per il periodo 2018-2022 (50 mln €/anno).

I commi 904-906, invece, contengono una serie di correttivi normativi volti ad accelerare le procedure di liquidazione dell’Eipli e la costituzione, entro il 30 giugno 2018, di una società controllata dal Mef, sottoposta a vigilanza dell’Autorità politica per la Coesione territoriale e il mezzogiorno e del Mipaaf, e aperta alla partecipazione di Basilicata, Campania e Puglia. Gli oneri per la costituzione di tale società, circa 200 mila euro, proverranno dalle risorse del Fsc (2014-2020).

Restando in termini di finanziamenti, al comma 1072 è previsto il rifinanziamento del Fondo previsto dalla Legge di bilancio 2017 (art. 1, comma 140, L. n. 232/2016) istituito “per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, anche al fine di pervenire alla soluzione delle questioni oggetto di procedure di infrazione da parte dell’Unione europea”, tra cui figurano “le infrastrutture, anche relative alla rete idrica, e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione”. La manovra 2018 assegna 200 mln e per l’anno in corso e, a seguire: 1.615 mln € per il 2019, 2.180 mln € per ciascun anno dal 202 al 2023. 2.480 mln € per il 2024 e, infine, 2.500 mln € per ciascun anno dl 2025 al 2033.

Infine, i commi 832-834 aggiornano le norme in materia di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico rafforzando le competenze delle Province autonome di Trento e Bolzano. A partire dal 1° gennaio 2018, infatti, viene sostituito l’articolo 13 del Dpr 31 agosto 1972, n. 670 (Testo unificato delle leggi sullo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige). La nuova disciplina potenzia la competenza delle due Province autonome a legiferare su modalità, procedure e criteri per l’assegnazione delle concessioni idroelettriche. Viene introdotto, inoltre, l’obbligo per i concessionari di fornire “annualmente e gratuitamente alle province autonome di Trento e di Bolzano, per servizi pubblici e categorie di utenti da determinare con legge provinciale, 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione, da consegnare  alle province medesime con modalità definite dalle stesse”.


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