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23/11/2018 12.00 - Tpl, intesa in Conferenza Unificata su riparto risorse 2018

È stata raggiunta l’intesa in Conferenza Unificata sullo schema di decreto per il riparto del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale. Il provvedimento, che definisce la ripartizione 2018, consente di erogare alle Regioni il residuo 20% dello stanziamento per quest’anno, pari a circa 986 milioni di euro, a saldo dell’anticipazione già avvenuta dell’80% dell’importo. Il fondo, ricorda il Mit in una nota, ha uno stanziamento annuale di euro 4,93 mld.

Per definire le quote di riparto sono stati applicati i criteri già adottati anche negli anni passati, spiega il ministero dei Trasporti, “soluzione necessaria ad evitare che il residuo 20% dello stanziamento del fondo non fosse ripartito ed erogato entro l’anno, con gravi criticità per i servizi di trasporto pubblico locale e regionale”. Inoltre, aggiunge il Mit, “si è deciso di rateizzare in 8 anni, a partire dal 2018, le penalità da applicare alla Regione Lazio (circa 34 mln), alla Basilicata (circa 4,5 mln) e all’Umbria (circa 6 mln).

Il dicastero rileva infine che lo  schema di decreto tiene conto dell’aumento o della diminuzione degli oneri sostenuti, nel 2018, dalle Regioni a statuto ordinario per le variazioni dei canoni di accesso all’infrastruttura ferroviaria introdotte da Rfi.

“Con l’intesa si completa il quadro relativo al concorso dello Stato ad un settore fondamentale per il diritto alla mobilità”, commenta il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, “un settore che, vale la pena ricordarlo, riesce ad assicurare gli attuali livelli di servizio solo grazie agli investimenti determinanti di Regioni ed enti locali, pari circa a 9 mld” e che “registra un’esigenza forte di ammodernamento e di rafforzamento e su cui c’è la necessità di un confronto stringente con il Governo anche in vista della manovra”.

“Prima di tutto”, aggiunge Bonaccini, “occorre far fronte ad un taglio previsto per il 2019 pari a circa 58 mln rispetto al quale abbiamo già presentato specifici emendamenti e poi occorre un approccio strategico, anche sul fronte degli investimenti, per un settore che ha la necessità di attestarsi ai livelli dei più avanzati Paesi dell’Unione europea”. “Diventa poi importante ed urgente”, conclude Bonaccini, “aprire un confronto, oggetto di una specifica richiesta che ho già inviato al ministro, fra il ministero delle Infrastrutture e le Regioni per migliorare le regole che governano il sistema puntando su semplificazione e concretezza attuativa”.