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27/11/2018 16.00 - Acqua pubblica, “con la Pdl Daga subito costi per oltre 20 mld €”

Se la proposta di legge Daga sull’acqua pubblica fosse approvata determinerebbe oneri per la finanza pubblica pari a oltre 20 miliardi di euro nel primo anno di entrata in vigore. Il calcolo è contenuto nell’ultima analisi pubblicata dal Laboratorio servizi pubblici locali (Spl) di Ref Ricerche (Collana ambiente, contributo n. 108), dedicata alla Pdl M5S A.C. 52 all’esame della commissione Ambiente della Camera insieme alla proposta Braga PD A.C. 773 (QE 8/11).
Nel dettaglio, secondo il documento, le disposizioni presenti nel testo determinerebbero una spesa iniziale di 10,6 mld € per il rimborso dei finanziamenti già accesi dai gestori e di 4-5 mld € di indennizzi alle utility escluse dal servizio in base alla formula societaria. A ciò si aggiungono almeno 5 mld € l’anno per i prossimi 20 anni da reperire per gli investimenti nel Sii, più 2 mld € l’anno a copertura dell’erogazione gratuita di 50 litri giornalieri pro capite prevista dalla Pdl.

“Il quadro del settore prospettato prefigura un ritorno al passato”, scrive Ref, e “mina i presupposti di un cammino industriale, auspicando nuova frammentazione,
il ritorno alle gestioni dirette o attraverso enti di diritto pubblico (aziende speciali), la revoca
del mandato di regolazione a un’autorità indipendente, il ritorno delle competenze al ministero dell’Ambiente, il finanziamento del servizio tramite fiscalità generale. Un disegno che più che guardare al futuro sembra riproporre con un tono di amarcord gli assetti persino antecedenti a quelli voluti con la Legge Galli alla metà degli anni ’90 e che certamente non possono essere ricordati come soddisfacenti”.

Secondo l’analisi “non va dimenticato che il ricorso alla fiscalità generale non risolve il problema del reperimento delle risorse per il finanziamento degli interventi, spostando l’onere in capo al contribuente in luogo del consumatore/utente, come nel caso della tariffa corrispettiva. Lo spostamento di questi costi a carico della fiscalità generale tende a renderli meno percepibili da parte del cittadino, semplicemente perché il costo viene diluito nel bilancio pubblico, riducendo la trasparenza e il controllo sociale sulla spesa”.

Infine, nell’analisi si sottolinea la “rivoluzione silenziosa delle regole dell’Autorità indipendente”. In particolare, “occorre prendere consapevolezza dal fatto che nel periodo 2012-2018 gli investimenti nel servizio idrico sono triplicati”. Quest’anno i gestori industriali hanno programmato una spesa di 3,5 mld di euro, oltre il 50% in più “rispetto ai massimi dei primi anni ’80, con uno sforzo sostenuto dai nuovi obiettivi di miglioramento della qualità tecnica introdotti nel 2018”.