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01/02/2018 15.00 - Acqua potabile, ok della Commissione Ue alla revisione della direttiva

La Commissione europea ha approvato oggi una proposta legislativa per migliorare la qualità e l’accesso all’acqua potabile per i cittadini dell’Unione, rispondendo all’iniziativa popolare “Right2Water” presentata nel dicembre 2013.

“I cittadini hanno fatto sentire la propria voce con forza e chiarezza attraverso l’iniziativa dei cittadini europei, chiedendo di avere accesso garantito all’acqua potabile” ha dichiarato il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans.
“Right2Water” è stata infatti la prima iniziativa dei cittadini europei ad aver raccolto, e superato con oltre 1,6 milioni di sottoscrizioni, il numero minimo di firme richiesto (1 milione). In seguito alla richiesta, la Commissione aveva inserito la revisione della direttiva 98/83/Ce sull’acqua potabile nel programma di lavoro per il 2017. Raccogliendo le raccomandazioni dell’Oms, la proposta presentata oggi interviene sull’elenco dei criteri di sicurezza e qualità dell’acqua aggiungendo ulteriori sostanze come legionella e clorati. Inoltre, le nuove norme obbligheranno gli Stati membri a migliorare l’accesso all’acqua potabile per tutti i cittadini, in particolare per i gruppi più vulnerabili e marginali, attraverso la creazione di “attrezzature per l’accesso all’acqua potabile in spazi pubblici” ma anche promuovendo l’informazione dei cittadini attraverso campagne ad hoc.

“Grazie a una maggiore trasparenza - ha spiegato anche il vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen - la proposta consentirà anche di responsabilizzare i consumatori e spingerli verso scelte più sostenibili come l’uso dell’acqua di rubinetto”. Secondo le stime della Commissione, infatti, le nuove misure dovrebbero ridurre i potenziali rischi per la salute connessi all’acqua potabile dal 4% a meno dell’1%. Non solo, la riduzione di acqua in bottiglia consentirà alle famiglie europee di risparmiare più di 600 mln € l’anno e ridurre i rifiuti di plastica. Si aggiunge, così, un ulteriore tassello sul piano legislativo al percorso verso l’attuazione della strategia sulla plastica adottata a metà gennaio.

“Questa proposta - ha proseguito Katanien - ci permette di facilitare il passaggio a un’economia circolare, aiutando gli Stati membri a gestire l’acqua potabile in modo efficiente sotto il profilo delle risorse. Essa comporta riduzioni sia nell’uso dell’energia sia nelle perdite d’acqua evitabili”. Accanto alle modifiche apportate dalla direttiva, infatti, la Commissione intende accelerare il lavoro di normazione per garantire che i prodotti impiegati nel settore idrico (tubazioni, serbatoi, etc.) non inquinino l’acqua potabile e diminuiscano la dispersione idrica contribuendo, in questo modo, a ridurre l’impronta di CO2 del settore.