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05/03/2018 15.00 - Consip, Agsm conquista 400 amministrazioni ex Gala

Agsm ci riprova e, salvo nuovi ricorsi, con successo.
L’utility veneta si è infatti aggiudicata uno dei lotti della gara indetta da Consip per evitare che le pubbliche amministrazioni valutate dagli operatori economici “cattivi pagatori” finissero in salvaguardia. Anche se forse la vera notizia è che per gli altri 3 lotti da quasi 300 mln € non si è presentato nessuno.

Quello vinto da Agsm è il Lotto 1 che include Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La fornitura interessa indicativamente 400 amministrazioni per un volume totale di 310 GWh di energia elettrica e un controvalore stimato di 54 milioni di euro. L’utility sottolinea che la gara era indetta “per superare l’emergenza determinata dallo stato d’insolvenza della società Gala”.

Come si ricorderà, il gruppo veronese era già subentrato alla società di Filippo Tortoriello in Veneto per il periodo residuo del 2017 ma un ricorso di Hera aveva bloccato tale subentro.

“L’aggiudicazione di quest’importante fornitura conferma ancora una volta la qualità dei servizi e l’elevato livello di competitività raggiunto dall’azienda - ha dichiarato Michele Croce, presidente del Gruppo Agsm - Estendere l’attività sul territorio nazionale è uno degli obiettivi del nostro piano industriale: il rilievo di quest’Accordo Quadro ci permette di compiere un importante passo in questa direzione”.

Consip stima un risparmio economico rispetto all’attivazione della salvaguardia tra 4,4 e 5,3 milioni di euro in base alla localizzazione geografica delle amministrazioni. Risparmio che invece non sarà possibile ottenere negli altri tre lotti: il lotto 2 su Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna da 92,8 mln € e 520 GWh, il lotto 3 su Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata da 109,2 mln € e 580 GWh, il lotto 4 su Calabria e Sicilia da 84,6 mln € e 360 GWh.

Non è ben chiaro se tutti questi “cattivi pagatori” fossero serviti da Gala. Ma se così fosse il “buco” potenziale creato in 12 mesi alla società dall’insolvenza di tali amministrazioni si aggirerebbe in 340 mln €, pari al valore della gara. Circostanza che ha ovviamente il suo peso in relazione alla famosa socializzazione in bolletta degli oneri non versati da Gala ai distributori.