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25/06/2018 15.00 - Acqua, Costa: “E’ bene comune, non mercificare la potabile”

Una direttiva “specifica” sulla qualità delle acque per il consumo umano. E’ la richiesta arrivata dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, oggi impegnato nel Consiglio Ambiente dell’Unione Europea in Lussemburgo.
Secondo Costa, Bruxelles deve rispondere alla “mobilitazione popolare senza precedenti, con quasi 2 milioni di cittadini europei intervenuti per chiedere all’Unione di garantire un accesso sufficiente all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari per tutti”. Nel summit si è infatti anche discusso l’aggiornamento della direttiva sull’acqua potabile, un’iniziativa sostenuta da un network di organizzazioni per l’acqua pubblica (qui la revisione della direttiva proposta dalla Commissione Ue).

Scendendo poi nei dettagli dell’atto, Costa ha sottolineato che è necessario “inserire l’accesso equo all’acqua e il suo uso sostenibile tra gli obiettivi che la nuova direttiva deve perseguire a partire dall’articolo 1”.
“Occorre cambiare l’articolo 10 – ha aggiunto – che non garantisce i massimi standard per la salute umana, comprendendo tutta la filiera idropotabile e non solo la parte domestica. Allo stesso modo, è necessario chiarire nell’articolo 13 che l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano essenziale”.

La revisione della norma (presentata lo scorso febbraio) ha l’obiettivo, tra l’altro, di rendere l’acqua dal rubinetto più sicura e prevede modifiche delle regole per i materiali da costruzione a contatto con l’acqua potabile.

Il Ministro dell’Ambiente ha poi sottolineato l’opportunità che la fornitura di acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggette alle “logiche del mercato unico”, e che i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi forma di liberalizzazione, “perché l’acqua è un bene comune ed in quanto tale non oggetto di mercificazione”. I privati coinvolti nella fornitura, gestione e distribuzione “dovrebbero perciò essere adeguatamente monitorati dalle autorità competenti, e il pubblico dovrebbe avere accesso a tutte le informazioni e dati ambientali”.

Il ministro, già comandante dei Carabinieri Forestali, ha anche lanciato la proposta di “vietare le confezioni di plastica negli edifici pubblici”.

Sul sito di QE è disponibile la revisione della direttiva proposta dalla Commissione Ue