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01/03/2018 15.40 - Ambiente e idrico, Braga: “In Campania situazione ancora critica”

In Campania c’è “una situazione ancora critica” per quanto riguarda il ciclo ambientale e la depurazione delle acque. È quanto descritto ieri da Chiara Braga, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, dopo l’approvazione di quattro relazioni tematiche (oltre a quella sulla Regione meridionale, anche i documenti su Toscana, bonifiche Sin e “navi dei veleni”) e della relazione conclusiva sull’attività svolta nella XVII legislatura.

“Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti – spiega il presidente della commissione d’inchiesta in una nota - la Campania soffre ancora di una situazione critica, sia per la gestione ordinaria (mancato raggiungimento dell’autosufficienza e di una soluzione per il trattamento degli scarti provenienti dalla raccolta differenziata, prosecuzione della gestione straordinaria delle società provinciali, procedure di infrazione europea), sia per la gestione del ciclo straordinario dei rifiuti”.

Inoltre, “sul tema dei depuratori la situazione presenta ancora oggi punti di forte criticità: il 22% circa della popolazione residente non è ancora servita. La gestione del ciclo delle acque non è affidata, come vuole la legge, dai Comuni o dalle associazioni degli stessi e le gestioni avvenute prevalentemente senza appalti hanno comportato un’evidente ricaduta in termini di aggravi di spesa”.

Per quanto riguarda la Toscana, invece, Chiara Braga sottolinea come la regione sia “al sesto posto nella classifica nazionale per numero di reati ambientali accertati”. Inoltre, “per quanto riguarda la gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani, la Toscana presenta la criticità legata a impianti in larga parte vetusti che richiedono frequenti interventi di manutenzione straordinaria e scelte di programmazione coerenti”.

Sul tema delle bonifiche, infine, “numerosi siti di interesse nazionale corrispondono ai grandi poli industriali dismessi o ancora attivi”. Dunque, conclude il presidente della commissione, “è evidente che una strategia efficace volta al rilancio delle bonifiche nei 40 Sin, oltre a favorire il riutilizzo di ampie porzioni del territorio già sfruttate, risulta determinante per lo sviluppo del tessuto produttivo, la preservazione di suolo oggi integro, l’incremento della competitività e la valorizzazione del territorio. Per quanto riguarda i risultati conseguiti dall’inchiesta parlamentare, pur in presenza di una maggiore efficacia nel periodo più recente, le percentuali di aree bonificate sono ancora estremamente basse e il quadro complessivo non consegna un adeguato livello di efficacia dell’azione amministrativa”.

La relazione finale è disponibile in allegato sul sito di QE.