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06/02/2018 16.00 - Gara gas Belluno: Tar respinge ricorso Erogasmet

Il Tar del Veneto ha respinto nel merito il ricorso presentato da Erogasmet per l’annullamento del bando di gara per l’affidamento in concessione del servizio di distribuzione gas nell’ambito territoriale di Belluno, sospeso dai giudici a inizio settembre. Quattro i motivi del ricorso della società: due respinti e due ritenuti infondati.
In particolare la ricorrente contestava la legittimità della scelta operata dal Comune di Belluno di porre a base di gara e di attribuire a punteggio anche investimenti che non trovano riconoscimento in tariffa in quanto espressamente esclusi dall’Autorità oppure non valutati da quest’ultima. Impendendo così ai partecipanti di presentare un’offerta “seria e consapevole e/o di poterne valutare appieno la sostenibilità”. Sul punto i giudici osservano che l’Autorità ha approvato gli atti di gara predisposti dal Comune di Belluno, stabilendo inoltre, si legge nella sentenza, “che saranno ammessi alla remunerazione tariffaria tutti gli interventi rispondenti a requisiti minimi ben determinati e individuati”. Risulta dunque “chiaro” per il Tar che “potranno sicuramente beneficiare del riconoscimento tariffario gli interventi di estensioni delle reti che soddisfano le condizioni minime di sviluppo”, gli altri potranno godere del riconoscimento tariffario solo in esito al positivo vaglio da parte dell’Autorità in ordine all’adeguatezza dell’analisi costi-benefici.
Ne deriva per il Tar “il dissolvimento delle perplessità manifestate dalla ricorrente in ordine alla chiarezza della gara”. Inoltre, continuano i giudici, “il principio affermato dalla ricorrente secondo cui potrebbero essere ammessi in gara esclusivamente gli interventi remunerati con certezza da regime tariffario, non trova alcun riscontro normativo”. La remuneratività della concessione, osservano i giudici, “dipenderà dalla particolare modulazione, ad opera delle singole concorrenti, delle componenti dell’offerta economica e di quella tecnica”. L’equilibrio economico finanziario del singolo progetto di sviluppo, aggiungono, “dovrà insomma essere ricercato dalle singole imprese in base alle proprie disponibilità”.
Nessuna alterazione quindi della par condicio tra i vari partecipanti e si viene cosi anche al secondo motivo del ricorso che lamentava una posizione privilegiata del gestore uscente. Sul punto il Tar rileva che “l’incumbent non ha partecipato e pertanto nessuna lesione si è concretamente verificata nemmeno sotto questo profilo”. Il terzo e quarto motivo, ossia il poco tempo per presentare l’offerta e la violazione del principio di segretezza legata al preavviso di consegna dell’offerta, per il Tar sono entrambi infondati.