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24/10/2018 15.00 - Al Senato arriva il “Codice ambientale del M5S”

“Creare un codice ambientale del Movimento 5 Stelle”. Questo l’obiettivo del Ddl n. 651, prima firmataria L’Abbate, presentato al Senato e assegnato alla XIII commissione. Il testo punta a modificare la parte quarta del D.Lgs 3 aprile 2006, n.152, relativamente alla “gestione dei prodotti e dei rifiuti da essi originati secondo criteri di sostenibilità ambientale e di coesione sociale”.
In particolare, il Ddl propone un piano di dismissione per inceneritori e discariche (art. 24) che dovrà emanare il presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente, a seguito di una ricognizione sul fabbisogno impiantistico nazionale. Si prevede, inoltre, lo stop all’uso di ceneri e di incombusti derivanti da impianti di incenerimento e da centrali elettriche a carbone nei cementifici.

All’art. 3, invece, si dispone la separazione societaria tra chi si occupa di raccolta e chi è impegnato nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, mentre l’art. 2 introduce il principio di responsabilità condivisa fra tutti gli attori della filiera produttiva dei rifiuti.

In generale, nelle premesse del testo di parla di “fallimento del modello di gestione mediante discariche e recupero energetico”, al posto dei quali si devono perseguire meglio riduzione dei rifiuti e riciclo.

“Al fine di sottolineare come il binomio energia-rifiuti sia una pericolosa fonte di distorsione e di speculazione - si legge nella parte introduttiva del Ddl - possiamo citare l’esplosione di richieste di impianti a biogas così come avveniva anni fa per gli inceneritori. Caratteristica di questi impianti è quella di essere sovradimensionati. Questo aspetto significa che c’è una corsa al business di produzione di biogas attraverso impianti a digestione anaerobica, a discapito dei più economici e modulari impianti aerobici”.

L’aula della Camera, intanto, ha approvato ieri la mozione M5S-Lega n. 1-00065 per il rilancio del Sud, che impegna il Governo “ad adottare le iniziative di competenza per migliorare la gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, potenziando i sistemi di raccolta differenziata, di riutilizzazione dei materiali e di chiusura del ciclo dei rifiuti” e “ad avviare, implementare e coordinare i sistemi di monitoraggio nell'ambito dei progetti delle cosiddette smart city, con particolare riguardo al Sud”.

Inoltre, l’impegno “a elaborare, di concerto con le Regioni e con gli operatori del settore, un piano strategico per la mobilità urbana nel Meridione, al fine di prevedere specifiche misure di incentivazione per enti locali e/o soggetti privati che intendano realizzare progetti, anche sperimentali, nelle città del sud Italia”.

Il Governo è chiamato infine ad adottare iniziative “per potenziare e rendere più efficaci le misure di incentivazione agli investimenti nel Mezzogiorno, soprattutto in settori innovativi, al fine di favorire la ripresa del sistema produttivo” e ad “avviare e/o potenziare la costituzione di uno o più cluster tecnologici al fine di favorire l'insediamento nel Mezzogiorno di imprese scientifiche e tecnologiche operanti in specie nei settori sanitario, informatico, delle telecomunicazioni, dell'agricoltura e ricerca, in raccordo con le università”.

Per quanto riguarda le Tlc, in particolare, si dovranno “promuovere misure straordinarie di intervento volte a ridurre significativamente il digital divide, specie in tema di banda larga, che interessa le aree del Mezzogiorno, soprattutto quelle più interne, anche al fine di consentire alle amministrazioni locali l'espletamento di tutte le funzioni e l'erogazione di tutti i servizi per la cittadinanza”.

I testi della mozione di maggioranza e del Ddl M5S sono in allegato sul sito di QE.