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16/04/2018 15.00 - Piano acquedotti, Arera pubblica gli interventi prioritari

L’Arera ha pubblicato la relazione che accompagna l’elenco degli interventi “necessari e urgenti” per il settore idrico ai fini della redazione della sezione “acquedotti” del Piano nazionale previsto dalla Legge di bilancio (l. n. 205/2017, art.1, c. 516 - QE 9/1).
Nel documento, l’Autorità illustra il percorso seguito per selezionare i sessantasei interventi selezionati e suddivisi in tre gruppi: i primi due, distinti per livello di priorità (1 e 2), sono afferenti il Servizio idrico integrato mentre il terzo sono riportati quelli inerenti gli altri servizi e “valutati in base a quanto riportato dalle istituzioni proponenti”. Questo perché, come spiega il Regolatore, “il campo di applicazione della norma recante il Piano nazionale (...) non sembra prevedere un focus esclusivo per il servizio idrico integrato, ravvisando possibili esigenze di intervento anche in altri servizi idrici”. Pertanto, l’Arera ha raccolto le informazioni inerenti “il fabbisogno di investimenti e lo stato di avanzamento delle pertinenti progettazioni anche riguardo ad impieghi agricoli e industriali della risorsa idrica” sottolineando, al contempo, che non trattandosi di attività assoggettate alla propria regolazione, in questo caso, non è possibile formulare valutazioni in merito alla sostenibilità delle programmazioni e alla loro efficacia come per il Sii.
A valle dell’avvio del procedimento (QE 22/1), l’Autorità ha richiesto agli Enti di governo dell’Ambito e alle Regioni di indicare tra gli interventi ritenuti “necessari e urgenti” al perseguimento degli obiettivi identificati nella Legge di bilancio (raggiungimento adeguati livelli di qualità tecnica; recupero e ampliamento della tenuta e del trasporto della risorsa idrica; risparmio idrico negli usi agricoli, industriali e civili) quelli: previsti ne programmi degli interventi (PdI) vigenti ma non realizzati o realizzati solo parzialmente (caso 1); non programmabili nelle pianificazioni di ambito in fase di approvazione (perché riferiti alla qualità tecnica e, quindi, legati all’aggiornamento degli specifici schemi regolatori per i quali si rimanda a dopo il 30 aprile) ma che sulla base dei piani economico finanziari (Pef) non appare possibile sostenere finanziariamente (caso 2); ritenuti indifferibili in aree territoriali sprovviste dei necessari atti di programmazione (caso 3); non inclusi nelle programmazioni esistenti poiché la relativa area di incidenza supera i confini di competenza degli Enti cui è assegnato il compito di programmare (caso 4). Per ognuno, inoltre, è stato chiesto di fornire il cronoprogramma e le modalità di attuazione.
In risposta alla “call” dell’Autorità sono arrivati 52 contributi, trasmessi dagli Enti di governo dell’Ambito e dalle Regioni, per un totale di 2.249 progetti/proposte tra cui, in seguito a una serie di interlocuzioni mirate, ne sono stati selezionati inizialmente 92, successivamente ridotti a 66 in base a ulteriori valutazioni istruttorie. Tali progetti, prosegue Arera, possono essere sintetizzati rispetto alle seguenti categorie:  reperimento di nuove risorse idriche; interconnessione degli schemi acquedottistici; incremento della disponibilità idrica, tramite la realizzazione o ampliamento di serbatoi ed opere di accumulo;  miglioramento della qualità dell’acqua prelevata, tramite l’adeguamento degli impianti di potabilizzazione esistenti e/o la realizzazione di nuovi impianti; riduzione e contenimento delle perdite idriche. In particolare, nella lista di interventi prioritari di livello 1 si trovano una quarantina di progetti “tesi a mitigare le criticità rinvenibili nei contesti con difficoltà tecnico-gestionali più elevati” per un valore complessivo superiore ai 316 mln € mentre i nove progetti inseriti nel livello 2 ammontano a poco più di 60 mln €. Per i diciassette progetti rientranti nel terzo elenco, invece, la spesa totale è di circa 171,6 mln €.
Secondo quanto previsto dalla Legge di bilancio, ricorda infine Arera, gli interventi contenuti nella sezione “acquedotti” del Piano potranno “essere assistiti dalla garanzia del Fondo di cui all’articolo 58 della legge 28 dicembre 2015, n. 221”.
Tutti i documenti sono disponibili su QE.