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05/03/2018 16.00 - Energia e utility, crescono valore aggiunto e produttività

Secondo le ultime previsioni della Commissione europea Italia e Regno Unito sono le economie con il più basso tasso di crescita nell’Unione europea. Perché l'Italia cresce meno degli altri Paesi? L'algebra del Pil è stringente, con il tasso di crescita che dipende dall'andamento di tre variabili: la popolazione, il tasso di occupazione e la produttività del lavoro. In un quadro demografico che negli ultimi anni è stagnante, l'Italia registra un aumento del tasso di occupazione mentre la produttività diminuisce. Dal 2000 al 2016 il tasso di occupazione in Italia sale di 4,7 punti, non distante dall’aumento di 5,2 punti dell'Eurozona; nello stesso periodo la produttività reale in Italia scende del 6,1% mentre sale del 9,6% nell'area euro, in particolare, cresce con un ritmo a doppia cifra in Spagna (+12%), Francia (+11,4%) e Germania (+10,8%).
Il basso profilo della produttività in Italia è la combinazione di andamenti settoriali divergenti: mentre dal 2000 il valore aggiunto per ora lavorata sale del 16,1% nel settore Manifatturiero, questo indicatore registra una riduzione del 4,5% nei Servizi e addirittura del 15,9% nelle Costruzioni, settore colpito da una lunga e profonda crisi. La competizione sui mercati internazionali ha costretto le imprese manifatturiere a consistenti aumenti di efficienza mentre il comparto del terziario, meno esposto alla concorrenza estera, ha ridotto la capacità di creare valore per unità di input di lavoro.
L'analisi dei dati provvisori dei conti nazionali rilasciati dell'Istat consente di fare alcune valutazioni sulle più recenti tendenze della crescita economica e della produttività. Nel 2017 l’economia italiana registra un aumento del valore aggiunto dell'1,4%, con un maggiore dinamismo del comparto Manifatturiero (+2%) mentre i Servizi crescono in linea con la media (+1,5%) e le Costruzioni registrano un ritardo della ripresa (+0,8%); nel comparto dell'Energia e utilities si stima per il 2017 una crescita del valore aggiunto del 2,1%, che consolida il +3,2% registrato nel 2016.
Nel corso del 2017 cresce anche l'occupazione: le unità di lavoro standard nel totale economia salgono dello 0,9%, con un incremento più marcato per il Manifatturiero (+1,4%), seguito dalle Costruzioni (+1,1%) e dai Servizi (+1%); per l’Energia e utilities l'occupazione, sempre misurata in unità di lavoro a tempo pieno, sale dello 0,7%.
La combinazione degli andamenti del valore aggiunto e dell'occupazione determina nel 2017 un effetto positivo sulla produttività per il totale dell’economia che cresce dello 0,5%. La crescita degli investimenti e l’intensificazione della digitalizzazione dei processi produttivi sembra manifestare effetti positivi sull’efficienza delle imprese italiane. Il migliore spunto positivo si registra proprio per il settore Energia e utilities dove il valore aggiunto per unità di lavoro sale dell’1,4%; seguono gli aumenti di produttività del Manifatturiero (+0,7%) e dei Servizi (+0,5%) mentre un ritmo di crescita degli occupati superiore a quello del valore aggiunto determina una riduzione della produttività (-0,3%) nel comparto dell'edilizia.