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05/02/2018 16.00 - Digitale e imprese energia: focus sui numeri

La piena adozione dell’Information and Communication Technology (Ict) è un fattore decisivo per supportare l'aumento della produttività, variabile che rallenta la crescita del PIL in Italia. Il basso profilo della produttività presenta ampie diversità settoriali: dal 2000 al 2016 il valore aggiunto per ora lavorata ristagna nel totale economia (+1,2%), combinazione di un aumento del 19,5% nel manifatturiero, un calo del 2,6% nei Servizi e una caduta del 13,8% nelle Costruzioni.

Anche all’interno del settore dell'Energia e utilities la produttività mostra un forte declino (13,5%), ma con una marcata differenziazione tra i singoli comparti: il valore aggiunto per ora lavorata aumenta del 15,6% nell'Energia elettrica e gas mentre cade del 30,4% nella Fornitura di acqua e gestione dei rifiuti; il dato per quest’ultimo settore è ancora più preoccupante alla luce della forte salita dei prezzi per la raccolta rifiuti nell'ultimo quinquennio (vedi analisi su QE 29/1).

L'analisi del grado di utilizzo dell’Information and Communication Technology nel sistema economico basata sui dati forniti dall'Istat evidenzia un utilizzo più diffuso ed evoluto di queste tecnologie tra le imprese, anche se persiste un gap rilevante dell'Italia rispetto agli altri Paesi Ue.

In Italia continua ad aumentare la quota di imprese con almeno 10 addetti che si connettono in banda larga mobile, dal 63,8% nel 2016 al 70,9% nel 2017. Nel settore Energia e utilities la quota è generalmente più elevata e sale dal 76,0% del 2016 al 79,9% nel 2017.

In crescita, dal 16,5% nel 2016 al 23,6% nel 2017, anche la percentuale di imprese connesse in banda larga fissa ultralarga che dichiarano velocità in download di connessione a Internet di almeno 30 Mbit/s. In particolare una più elevata connettività a banda ultralarga influenza la crescita della produttività delle micro imprese e in modo più accentuato nel settore dei Servizi.

Aumentano le imprese che utilizzano almeno un social media (44,0%, nel 2016 39,2%) ed è in lieve crescita anche la percentuale di quelle che dichiarano di utilizzarne almeno due (17,5%, nel 2016 15,6%). Per il settore dell'energia la quota delle imprese attive nel mondo social è del 33,6% nel 2017 a fronte del 30,3% del 2016; salgono dall'11,2% al 12,3% le imprese che ne utilizzano almeno due.

Il 72,1% delle imprese ha un proprio sito web ma solo il 15,0% (13,8% nel 2016) permette ai visitatori del sito di effettuare online ordinazioni o prenotazioni; nel settore energetico sale al 81,7% la quota di imprese sul web mentre scende al 9,9% l’incidenza della raccolta ordini/prenotazioni on line.

Continua ad aumentare - anche se ancora lentamente - la quota di imprese che vendono online che arriva al 12,5% a fronte dell'11,0% nel 2016; nel settore energetico la quota è del 6,7% nel 2017, in salita rispetto al 5,0% del 2016.

Il 42,7% delle imprese effettua acquisti on line, in salita rispetto al 40,9% del 2016; in controtendenza le imprese di Energia e utilities che registrano una leggera flessione con una quota che passa da 42,1% del 2016 al 41,4% del 2017, scendendo al di sotto della media delle imprese.

Le imprese necessitano di capitale umano e competenze adatte ad accompagnare i processi di digitalizzazione. Il 16,2% delle imprese impiega esperti Ict (era al 16,8% nell’anno precedente); nel settore energetico - dove con la maggiore la dimensione media sale l’internalizzazione dei processi Ict - la domanda di specialisti è del 20,8% (in riduzione dal 22,3% nel 2016). I flussi in ingresso degli addetti Ict è segnalata dal 5,6% delle imprese e nel settore energetico la domanda (5,4%) è in linea con la media. Il 12,9% delle imprese ha organizzato nel 2016 corsi di formazione per sviluppare e aggiornare le competenze Ict dei propri addetti, in aumento rispetto all'11,8% dell'anno precedente; per questo aspetto la quota sale al 18,4% nelle imprese della fornitura di energia e utilities, in crescita rispetto al 15,7% registrato l'anno precedente, equivalente ad un aumento del 20,1% delle imprese che fanno formazione.