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12/03/2018 15.00 - Retail, le imprese sul mercato libero superano quelle in tutela

La legge sulla concorrenza approvata nel 2017 delinea il termine del mercato tutelato per l'energia elettrica al 1° luglio del 2019. L'analisi del rapporto di monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell'energia elettrica e del gas pubblicato dell'Autorità consente di delineare il trend dei differenti segmenti di mercato delle imprese in bassa tensione.
In Italia nel 2017 sul totale del mercato Altri usi in bassa tensione la maggior tutela rappresenta il 46,2% delle utenze (era il 51% nel 2016) mentre diventano maggioritarie le utenze sul mercato libero, segmento che raccoglie il 52,9% dei punti di prelievo (erano il 48% nel 2016). La dinamica delle quote sottende nel 2017 un aumento del 10,4% delle utenze non domestiche, Altri usi in bassa tensione sul libero a fronte di una riduzione del 9,8% per i punti di prelievo in maggiore tutela.
Secondo gli ultimi dati disponibili sui volumi al 2016 il segmento delle imprese in bassa tensione sulla maggior tutela determina il 26% dei consumi mentre il mercato libero determina il 73% dei consumi; ai due principali segmenti si aggiunge uno 0,9% di punti di prelievo in salvaguardia a cui si riferisce il 2% dei consumi. Nell’ultimo quadriennio (2012-2016) la quota di consumi in maggiore tutela scende di 6 punti mentre sale di 7 punti quella relativa al mercato libero.
L'analisi dei dati per territorio evidenzia una ampia differenziazione della quota di imprese in bassa tensione sul mercato libero, con una presenza che è più elevata al Nord Ovest (59,6%) e al Nord Est (59,3%); per il Centro si riscontra una penetrazione più alta della media (53,1%) mentre nel Mezzogiorno la quota di utenze sul mercato libero rimane minoritaria (43,2%).
In chiave regionale che la quota più elevata di punti di prelievo sul mercato libero si riscontra in Trentino Alto Adige con il 65,7%, seguito da Valle d'Aosta con 62,9%, Friuli Venezia Giulia con 62,7%, Lombardia con 59,9%, Piemonte con 59,8%, Umbria con 59%, Emilia Romagna con 58,4% e Abruzzo con 58,0%. All'opposto la quota di utenti sul mercato libero - e nelle quali è ancora maggioritaria la quota di imprese in maggior tutela - si riscontra in Basilicata con una quota di punti di prelievo sul libero del 45,5%, seguita da Sardegna con 43,3%, Campania con 43,0%, Sicilia con 41,9%, Puglia con 40,5% e Calabria con 40,1%.
La provincia con la quota più elevata di imprese in bassa tensione sul libero è Trento con il 71,3%, seguito da Pescara con il 66,6%, Terni con il 66,1%, Pordenone con il 64,9%, Milano e Biella con il 64,4%, Aosta con il 62,9%, Vercelli con il 62,7%, Udine con il 62,4%, Massa-Carrara con il 62,3%. La minore presenza di utenze sul libero si riscontra in province del Mezzogiorno e in particolare ad Agrigento con la quota di punti sul libero del 39,9%, seguita da Vibo Valentia e Palermo con 39,6%, Messina con 38,9%, Foggia con 38,6%, Bari con 38,3%, Reggio Calabria con 37,9%, Medio Campidano con 36,9% e Ogliastra con 36,2%.