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02/02/2018 15.00 - Tar: Tee, il Gse non può applicare il “fabbisogno termico della serra”

L’effettivo “fabbisogno termico della serra” è un elemento non contemplato dall'attuale disciplina in tema di Tee e non può essere utilizzato dal Gse per negare i Certificati bianchi. Lo ha sancito il Tar Lazio accogliendo i ricorsi di cinque soggetti che hanno realizzato interventi consistenti nella sostituzione di un impianto di riscaldamento di serre per produzioni agricole alimentato a gasolio con uno a biomasse. Il Gestore ha respinto in parte le domande, riconoscendo un minor numero di titoli di efficienza energetica (in tutto 1.152 anziché i 2.164 semestrali richiesti).
Secondo il Gse il risparmio di energia richiesto è “superiore all’effettivo quantitativo di combustibile fossile risparmiato dalla caldaia a biomassa installata per soddisfare il fabbisogno della serra”. Muovendo da tali rilievi, il Gestore ha pertanto riconosciuto un numero di Tee “pari all’effettivo fabbisogno della serra […] ed al reale risparmio di combustibile fossile”. Il tutto sulla base dell’“evoluzione applicativa” della scheda tecnica 40E e sulle modalità di calcolo dei certificati prima e dopo i mesi di aprile/maggio 2015 (analisi del fabbisogno energetico computato nella prima fase “nelle peggiori condizioni esterne di esercizio” e, nella seconda fase, “in riferimento alle reali condizioni di esercizio”), conformemente all’art. 6, co. 1, d.m. 28.12.2012, che attribuirebbe al Gestore stesso il compito di valutare e certificare la “riduzione dei consumi di energia primaria effettivamente conseguita dai progetti sulla base delle tipologie di intervento ammesse” (funzione ancora più pregnante alla luce della natura di aiuto di Stato riconosciuta a queste misure, come da regolamenti CE nn. 800/2008 e 651/2014).

Il Tar sottolinea però “l’errore in cui è incorso il Gestore, che ha calcolato il risparmio utilizzando un elemento, vale a dire l’effettivo 'fabbisogno termico della serra' (determinato attraverso i dati e la metodologia forniti dal proponente), non contemplato in alcun modo dall’inerente disciplina (come si evince agevolmente dalla lettura della scheda tecnica n. 40E e del relativo 'Allegato', recante per l’appunto la 'procedura per il calcolo del risparmio di energia primaria')”.

L’esclusione di “misurazioni dirette”, sottolinea il Tribunale, “è infatti oggetto di una precisa indicazione di legge: l’art. 12 d.m. 28.12.2012 prevede l’approvazione delle nuove schede ai sensi dell’art. 30, co. 1, lett. a), d.lgs. n. 28/2011”. L’impugnato diniego di riconoscimento dei titoli richiesti, conclude quindi il Tar, “dev’essere annullato, salvi gli ulteriori provvedimenti del Gestore”. Respinta invece la domanda risarcitoria.