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31/07/2018 15.00 - Rifiuti, Confindustria: “Gestione al collasso, servono gli impianti”

Allarme di Confindustria sui rifiuti: la gestione “è giunta al collasso”, denunciano gli industriali che sottolineano di sostenere l’economia circolare ma questa “non può essere realizzata solo con gli annunci”, servono “impianti e strutture”.
“Le aziende manifatturiere e, soprattutto, le imprese che si occupano del riciclo e del recupero dei rifiuti”, afferma una nota di Confindustria, “stanno affrontando una crisi senza precedenti. Parliamo di imprese che fanno economia circolare, ma che sono in crisi perché non riescono a collocare lo scarto non riciclabile originato dalle loro attività”.
Secondo Ispra, ricordano gli industriali, “il Paese produce 165 milioni di tonnellate di rifiuti. Di questi, circa 20 milioni di tonnellate sono conferiti in discarica. I restanti 145 milioni devono essere riciclati, laddove possibile, o recuperati sotto forma di energia”. Oggi, continua Confindustria, “lo facciamo, ma non basta. I costi per lo smaltimento dei rifiuti stanno diventando insostenibili (in alcune realtà sono più che raddoppiati negli ultimi 2 anni) e gli spazi si stanno esaurendo”.

L’associazione parla di “barriere (non tecnologiche) all’economia circolare create dalle “incertezze, le carenze e le restrizioni della normativa” e dall’atteggiamento “spesso pregiudizievole nei confronti dell’industria”. Per Confindustria quindi “le resistenze alla realizzazione degli impianti industriali per il riciclo e il recupero di energia dai rifiuti sono i problemi da affrontare con urgenza”. Anche perché, sottolineano gli industriali, “Paesi verso i quali abbiamo fatto affidamento per anni per smaltire, a pagamento, quella parte di rifiuti non recuperabili per le nostre carenze infrastrutturali non sono più disposti a farsi carico delle nostre esigenze, dovendo dare preferenza alle loro necessità”.

L’associazione evidenzia dunque come, “pur coltivando l'ambizione di far parte di un'economia circolare virtuosa e potendo contare su un sistema che va decisamente in questa direzione, manca ancora una programmazione coerente”.

Il Governo, ricorda Confindustria, ha approvato una strategia nazionale sull’economia circolare (una nuova consultazione è partita ieri, ndr – QE 30/7), e sono state già pubblicate le direttive rifiuti facenti parte della strategia europea sull’economia circolare, le cui parole d’ordine sono chiusura dei cicli con recupero e riciclo dei rifiuti. Tuttavia, “nessuno - Stato, Regioni, Comuni- si sente ancora responsabilizzato per trovare uno sbocco al flusso degli scarti dal riciclo dei rifiuti e per i rifiuti industriali”. Il recupero degli scarti dalle attività di recupero e riciclo e dei rifiuti industriali “deve essere programmato e progettato a livello territoriale da Regioni e Province e richiede impianti e strutture”, altrimenti, evidenziano gli industriali, “l’economia circolare resterà un argomento di convegni e seminari, senza produrre sviluppo e tutela dell’ambiente”.

Cisambiente – Confindustria, conclude la nota, “non rimane insensibile al tema, incorporando in essa, proprio quelle imprese che curano il recupero dei residui in carta (Unirima) e in vetro (Univetro), e che si occupano della successiva collocazione sul mercato”.