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10/04/2018 15.00 - Acqua, Gruppo Cap: “Sempre più verso una gestione predittiva ed efficiente”

In un contesto globale dove la questione dell’accesso all’acqua potabile sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, è importante lavorare per promuovere la sicurezza nella gestione di questa risorsa fondamentale rendendo le infrastrutture idriche “sempre più resilienti”. In questo percorso di efficientamento un ruolo chiave è rivestito dal Water Safety Plan (Wsp) una misura, volta a garantire qualità e salubrità dell’acqua potabile, che sarà presto obbligatoria in tutti gli Stati Ue e che è stata adottata per la prima volta in Italia a marzo 2017 dall’utility milanese Gruppo Cap, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (QE 28/7/17).
Questo strumento, che l’azienda vuole implementare entro il 2020 in tutti i Comuni dell’hinterland milanese, contribuisce a promuovere “un cambio di paradigma” nel comparto, una rivoluzione incentrata su un monitoraggio dei dati in tempo reale e su un approccio predittivo che punta a “gestire al meglio le criticità prima che diventino dei rischi”.
E’ questo lo scenario delineato dall’amministratore delegato e presidente di Gruppo Cap, Alessandro Russo, che ieri pomeriggio ha presentato a Milano il nuovo libro “L’acqua del rubinetto. Water Safety Plan: innovazione e sicurezza” edito da Guerini Editore,  di cui è curatore. Il testo, che costituisce la seconda opera della collana “Linee d’acqua’ curata dall’utility e da Fondazione Lida, traccia un quadro, filtrato dall’esperienza di Gruppo Cap, dell’evoluzione in corso nel comparto dell’acqua potabile, un settore che vede, nell’ambito del Water Safety Plan, l’adozione di tecnologie sempre più innovative e l’aumento di controlli e prelievi nell’intera filiera: dall’acquedotto fino al rubinetto. In questo contesto di maggiore controllo “Il Piano di Sicurezza dell’Acqua - ha spiegato Russo - costituisce un ulteriore passo in avanti in un percorso di aumentata fiducia del consumatore nei confronti dell’acqua del rubinetto”.
Un modo, dunque, per accrescere il rigore del monitoraggio dell’acqua potabile e sfruttare pienamente tutte le potenzialità legate al patrimonio di dati disponibili passando dalla semplice catalogazione di performance a un utilizzo smart di queste informazioni in chiave predittiva, il tutto  con l’obiettivo di garantire un servizio migliore ai consumatori.
“Il piano - ha sottolineato il direttore del reparto Acque dell’Iss, Luca Lucentini, tra le personalità che hanno contribuito alla realizzazione del libro -  realizza un’analisi rigorosa, ma allo stesso tempo semplificata della filiera dell’acqua potabile partendo dalla complessità di informazioni a disposizione del comparto con l’obiettivo di  sistematizzare una serie di misure di controllo, molte delle quali già in atto” verificando che sia messa in atto una gestione efficace dei dati in chiave predittiva e che si adotti una visione di lungo periodo finalizzata a promuovere “la sicurezza dell’acqua potabile”. In sintesi, ha spiegato Lucentini,  l’idea è quella di abbandonare “un approccio retrospettivo” ai dati a favore di uno “proattivo” che permetta di  cogliere “alcuni segnali in maniera preventiva”, grazie alla disponibilità di informazioni in tempo reale, e di intervenire prima che un’eventuale problematica si verifichi.