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02/03/2018 15.00 - Acqua, “poteri Arera limitati nelle Province autonome”


“Relativamente ai territori delle Province autonome ed ai soggetti che ivi operano nella filiera del servizio idrico, di sicuro le attribuzioni dell’Autorità non vigono né si esplicano con la corrispondente latitudine apprezzabile, invece, negli altri ambiti del territorio nazionale”.
E' quanto afferma una sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto le ragioni di Novareti (gruppo Dolomiti Energia) contro le determine dell’Arera in tema di contributo per il funzionamento del regolatore. Ribaltando una precedente decisione del Tar Milano.

Il CdS parte dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 137/2014 sulle potestà della Provincia di Trento in tema di servizio idrico integrato, concludendo che nei territori delle Province autonome l’Autorità non esercita la pienezza delle proprie attribuzioni. I giudici hanno quindi dedotto che non si realizza il presupposto contributivo che legittima per legge la pretesa creditoria dell’Autorità stessa.

Dovranno essere le parti (la Provincia  di Trento e l’Arera), in confronto fra loro e in spirito di reciproca leale collaborazione, a stabilire la minor quota di contributo a carico dei gestori operanti nel territorio.

“Non è questa la sede – rimarca la sentenza -  per assodare e statuire in ordine al fatto che l’intera gamma delle funzioni e compiti dell’Autorità sia complessivamente inapplicabile nei riguardi dei territori delle Province autonome. E’ sufficiente – ai fini del presene giudizio – convenire sul fatto che, in questi territori, l’Autorità non esplica l’intero insieme delle proprie attribuzioni”.

La sentenza è sul sito di QE.