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04/04/2018 15.00 - Brescia, a ottobre il referendum sull’acqua pubblica

Si farà ad ottobre il referendum consultivo sul futuro della gestione idrica nell’Ato bresciano (QE 10/1). La conferma è arrivata nei giorni scorsi dal presidente della Provincia, Pier Luigi Mottinelli, e dal vicepresidente e consigliere delegato al Ciclo Idrico Integrato, Andrea Ratti. Il problema, hanno spiegato gli amministratori in una nota, è trovare le risorse necessarie a finanziare indizione e svolgimento della consultazione (la stima si aggira intorno al milione di euro), somme che - spiega una nota - saranno appostate nel Bilancio di Previsione 2018/2020, in corso di redazione e che si ritiene potrà essere approvato dal Consiglio Provinciale entro la fine del mese di aprile 2018. Allo studio, ha precisato Ratti, è anche il contenuto di disciplina transitoria, in deroga al vigente regolamento dei Referendum provinciali, al fine di contenere i tempi e i costi  considerata “la materiale impossibilità di procedere allo svolgimento della consultazione sulla base dei contenuti del Regolamento vigente”.
“Volete voi che il gestore unico del servizio idrico integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?”, questo il quesito depositato lo scorso 22 giugno dal Comitato promotore referendario alla Provincia che, il 28 ottobre 2016, aveva deliberato l’affidamento del servizio integrato nell’Ato di riferimento al gestore unico Acque Bresciane (QE 4/5/17). Un percorso da svolgere in due fasi: la prima, già conclusa, che prevedeva la creazione di un soggetto a totale controllo pubblico mediante la fusione delle due società pubbliche esistenti (Acque Ovest Bresciano 2 e Sirmione Servizi); la seconda che prevede l’espletamento delle a gara per la scelta del socio privato (a cui affidare al 49% della proprietà) entro il 31 dicembre 2018 per il raggiungimento della gestione in forma di società mista.
“Nel rispetto delle richieste dei 55 sindaci - ha dichiarato il presidente Mottinelli - il Referendum si farà, anche se resto convinto del fatto che le risorse per esso spese sarebbe stato utile investirle in altre priorità provinciali, anche perché, trattandosi di un referendum consultivo, la decisione finale spetterà poi ancora all’Assemblea dei sindaci”.