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05/07/2018 15.00 - Piani invasi e irrigazione, dal ministero Agricoltura “appoggio e accelerazioni”

Dal ministero delle Politiche agricole arriva “pieno appoggio” ad ogni iniziativa che possa sostenere l’agricoltura nazionale, “come il Piano nazionale invasi, indirizzato ad aumentare la disponibilità idrica del Paese”. È quanto spiegato ieri dal ministro Gian Marco Centinaio, intervenuto nel corso di un workshop organizzato dall’Anbi in occasione della sua assemblea nazionale.
Per Centinaio “l’acqua deve diventare una problematica d’interesse nazionale” alla luce del cambiamento climatico, per il quale “l’Italia non è più divisa in due. Una volta la pianura Padana era ricca d’acqua, il Sud no. Invece andate a vedere la situazione del Po e dei suoi affluenti in queste ore”. Alla luce di questo scenario, “tutto quello che possiamo fare per trattenere le acque ben venga. Avrà il nostro appoggio”.

Infine, il ministro ha parlato della collaborazione con il Minambiente (al quale sono state destinate dal Cdm competenze sul contrasto al dissesto idrogeologico e sullo sviluppo delle infrastrutture idriche, QE 3/7): "Il rapporto col ministro Costa è ottimo, abbiamo un confronto quasi quotidiano. Ci basta una telefonata o un WhatsApp per risolvere le questioni sul tavolo. Veniamo da due storie personali e politiche completamente diverse ma credo in questo rapporto”.

Presente nel corso dell’evento Anbi anche Giuseppe Blasi, capo del dipartimento per le Politiche Ue (Dipeisr) al ministero Agricoltura. “Senza due ricorsi, che allungano i tempi di esame fino a settembre, avremmo pubblicato entro luglio le graduatorie dei progetti del Piano irriguo nazionale. È nostro impegno attribuire, entro l’anno, le concessioni per l’apertura dei cantieri e puntare, entro il 2023, ad avere utilizzato almeno il 90% della spesa attribuita dall’Unione europea. Per il restante 10% ne chiederemo eventualmente l’utilizzo per altri interventi. L’esperienza, però, insegna e per questo stiamo individuando una nuova metodologia per l’attribuzione dei 245 milioni di euro previsti dal Fondo sviluppo e coesione”.

Il workshop Anbi di ieri, in particolare, è stato dedicato alla Direttiva quadro Acque in discussione a Bruxelles. “Non ci piace l’Europa che divide invece di unire”, ha commentato il presidente dell’associazione, Francesco Vincenzi. “Non ci piace, ad esempio, l’Europa che contrasta i diritti informativi dei consumatori o che, sull’irrigazione, privilegia l’impostazione dei Paesi del Nord, favoriti dal clima continentale, a discapito delle esigenze delle agricolture mediterranee per le quali l’acqua è un determinante fattore competitivo”.