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30/07/2018 - Idrico, Fico: “I processi di privatizzazione vanno bloccati”

La riunione di oggi con i comitati e i movimenti che si occupano di acqua pubblica voluta da Roberto Fico (QE 26/7) si è aperta e si è chiusa nello stesso modo: con il presidente della Camera che ha ribadito il pieno appoggio a questa causa che lo vede coinvolto fin dai primi anni di militanza nel M5S.
Nel mezzo sono state molte le sollecitazioni fatte a Fico dai relatori che si sono alternati, non commentate dal presidente della Camera. In particolare, tra le più importanti, la richiesta di togliere le competenze sull’idrico ad Arera e di sottoscrivere la proposta di legge Daga (A. C. 52) sull’acqua pubblica.

Secondo Fico quello per l’acqua pubblica “è stato un vero movimento democratico”. Approvare una legge che vada in questo senso “significa rispettare ciò che ha scelto il popolo tramite referendum, sono convinto di questo e lotterò fino all’ultimo”. Inoltre, “i processi di privatizzazione” in corso, ad esempio “a Brescia”, per il presidente della Camera “vanno bloccati. L’acqua pubblica prevede società che siano istituti di diritto pubblico e non società per azioni”. Sulla Pdl Daga, “sono contento che incontri il vostro favore. Ci sono limature da fare e speriamo siano fatte nel migliore modo possibile”. Infine, “le leggi di iniziativa popolare non sono mai state discusse in Parlamento, come se fossero meno importanti. Voglio rendere il loro esame obbligatorio grazie a una nuova norma del regolamento” perché “dobbiamo creare nuovi spazi di democrazia e partecipazione”.

A margine dell’evento proprio l’esponente del M5S Federica Daga è intervenuta sul tema con un comunicato: “Il mio primo atto della XVIII Legislatura è stato depositare la proposta di legge A.C. 52 - in allegato su QE - che si basa sulla legge di iniziativa popolare del 2007, opportunamente rivista e aggiornata. È giunto finalmente il momento di avviare una seria discussione parlamentare sul tema e ci tengo a segnalare che città come Roma e Torino hanno avviato un percorso di studio sulla ripubblicizzazione della gestione dell'acqua. Sottolineo quanto sia un processo unico nel suo genere quello attivato su Roma dove ci troviamo di fronte a una società quotata in borsa”.

Quindi, conclude la Daga, “spero di discutere a breve in commissione Ambiente il testo sulla gestione pubblica e partecipata dell'acqua. Lavoreremo insieme all’Esecutivo perché il primo punto del contratto di governo divenga realtà con i tempi e le modalità giuste. Il nostro Paese ha bisogno di una legge quadro che si occupi di organizzare in maniera uniforme il servizio idrico integrato, riportandolo sotto il controllo pubblico e fuori da logiche di mercato, così come di tutelare la risorsa garantendone l'accesso alle attuali e future generazioni”.