ATTI e PUBBLICAZIONI

Pubblicazioni

10/11/2021
Working Paper n.5 di Servizi-Idrici.it: Considerazioni sulle iniziative del Governo in materia di concorrenza nei servizi pubblici locali (Idrico e rifiuti).

Con la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il Governo ha posto fra le iniziative da prendere quelle relative all’attuazione delle riforme e in particolare quelle relative alla concorrenza.” La concorrenza è idonea ad abbassare i prezzi e ad aumentare la qualità dei beni e dei servizi. la tutela e la promozione della concorrenza sono fattori essenziali per favorire l’efficienza e la crescita economica. La concorrenza si tutela e si promuove anche rimuovendo i vincoli e i limiti al gioco competitivo. Il bersaglio delle riforme in questo caso diventa quindi l’approvazione di un testo unico che assicuri un ricorso più responsabile da parte delle amministrazioni al meccanismo dell’in house providing.”. Nell’’universo delle partecipate che è stimato in 8.893 società, le società partecipate dai comuni che gestiscono servizi pubblici locali nei settori idrico, dei rifiuti e dell’energia si stima siano circa 1500. Ebbene nel settore dei servizi pubblici locali in realtà quello che il Governo potrà realizzare con la limitazione del ricorso all’in house providing non è l’introduzione della concorrenza in questi servizi pubblici locali, che sono e rimarranno caratterizzate da monopolio naturale, ma la concorrenza per il mercato, ovvero gare per la selezione di un socio privato o gare per l’affidamento in concessione del servizio. Una volta che questi nuovi soggetti si saranno aggiudicati le gare, rimarranno comunque delle società che operano in una situazione di monopolio e per le quali la norma le assoggetta alla regolazione da parte di un’autorità indipendente. Una prima conclusione che possiamo trarre da queste osservazioni è che se il governo insiste nel limitare il ricorso all’in house providing questo non porterà a una maggiore concorrenza nel settore bensì a una maggiore privatizzazione, mentre efficienza, qualità del servizio e innovazione rimarranno obiettivi della regolazione indipendente. La seconda conclusione è che se non si dà attuazione alle leggi già esistenti che riguardano l’insediamento delle istituzioni locali e l’affidamento del servizio, una buona parte della popolazione continuerà ad avere un assetto non industriale e una regolazione limitata.

Il Working Paper è stato scritto da Paolo Peruzzi ed è possibile trovarlo su:
http://servizi-idrici.it/wp-content/uploads/2021/11/WP-5-2021-La-concorrenza-e-i-servizi-pubblici-locali.pdf

22/07/2021 - Giuseppe Mininni, Elena Mauro, Bruno De Lorenzo
Indagine UTILITALIA sui fanghi dal trattamento delle acque reflue urbane nel 2018

La conoscenza delle caratteristiche dei fanghi prodotti sul territorio nazionale è un prerequisito necessario sia per i gestori sia per le autorità di controllo e per quelle responsabili della pianificazione di settore, per impostare le politiche d’impresa e per programmare gli interventi di adeguamento degli impianti in relazione alle scelte di politiche territoriali e industriali. Dovrebbe essere buona norma impostare la politica di settore nazionale mediante un chiaro assetto normativo che, coerentemente con la disciplina europea, sia coordinato con le politiche di settori contigui? Nel caso dei fanghi di depurazione è evidente che un’eventuale restrizione del recupero dei fanghi in agricoltura deve interfacciarsi con la necessità di adeguare il paese con infrastrutture tendenti compresa la termodistruzione, incentivando il recupero di materia (fosforo e altri fertilizzanti in diverse formulazioni, biopolimeri, cellulosa, ecc.) e di energia. Lo smaltimento in discarica non appare più sostenibile, né ambientalmente né economicamente (decreto legislativo n. 121 del 2020 di recepimento della Direttiva Discariche 2018/850/CE che ha posto un obiettivo di ridurre lo smaltimento in discarica dei rifiuti urbani e dei rifiuti derivanti dal loro trattamento del 10% al 2030). D’altra parte le politiche energetiche del Paese che incentivano la produzione di energia da biomasse ed effluenti di allevamento determinano parallelamente la necessità di dare adeguate soluzioni alla gestione finale del digestato, la cui ovvia finale destinazione è il recupero in agricoltura. Tale situazione non può essere ignorata dal legislatore che dovrebbe bilanciare gli interventi normativi evitando di ribaltare sul servizio idrico integrato (S.I.I.) ingenti oneri di gestione di fanghi che abbastanza spesso non possono trovare altro sbocco che il trasporto transfrontaliero quando l’uso agricolo non venga consentito....

20/07/2021
Le Utilities per la transizione ecologica

Le sfide più urgenti sono costituite dal superamento degli effetti della pandemia di COVID-19 e dal contrasto al cambiamento climatico, due fenomeni che, seppur agendo su una scala temporale differente, creano un’opportunità unica per la società contemporanea: un cambio di paradigma per l’unico futuro possibile, un futuro sostenibile. Salvaguardare le risorse idriche, valorizzare la materia che utilizziamo nei processi produttivi e di consumo attraverso il recupero, ridurre l’impronta carbonica dell’energia che impieghiamo ogni giorno: tutto ciò contribuisce a contrastare e a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, stimolando allo stesso tempo la crescita economica e generando nuove opportunità di lavoro attraverso la transizione ecologica...

30/03/2021 - Utilitalia
Secondo Censimento delle migliori pratiche nei Servizi Pubblici

SEcondo Censimento delle migliori pratiche nei Servizi Pubblici

26/02/2021
Libro Bianco sull'incenerimento dei Rifiuti Urbani

Il presente Libro bianco si compone di due distinte parti che descrivono i risultati di due diverse attività di ricerca con differenti responsabili scientifici.
Nella prima, composta dai capitoli da 1 a 6, vengono riportate le risultanze della ricerca sugli “Aspetti tecnici e di impatto sull’ambiente degli inceneritori”, condotta da un gruppo di lavoro composto dai Professori Stefano Cernuschi (Responsabile scientifico), Mario Grosso e Federico Viganò del Politecnico di Milano, Maria Chiara Zanetti e Deborah Panepinto del Politecnico di Torino e Marco Ragazzi dell’Università di Trento.
La seconda parte ha avuto ad oggetto “Indagini epidemiologiche condotte in Italia e all'estero nelle aree interessate dalla presenza di inceneritori e pubblicazioni sul tema in riviste scientifiche” ed è stata condotta da un gruppo di lavoro composto dai Professori Francesco Lombardi e Andrea Magrini dell’Università di Roma 3 Tor Vergata.
Le attività di ricerca condotte hanno avuto lo scopo di evidenziare quali sono le conoscenze attualmente disponibili sulla tecnologia dell’incenerimento, con recupero di energia, dei rifiuti urbani residui non riciclabili ai fini della riduzione, fino all’annullamento del ricorso allo smaltimento in discarica...

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