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14/06/2022 00.00 - Quotidiano Energia
FV, Firenze avvia la “liberalizzazione”

Dalla Giunta ok alla verifica di Vas per la variante al Piano, si punta a chiudere per ottobre. Esclusa l’area Unesco. Le specifiche per ogni zona

Il Comune di Firenze ha avviato l’iter autorizzativo che porterà la città verso la politica “zero vincoli” per il fotovoltaico, ad accezione del centro storico Unesco e di altre zone soggette a tutela. La settimana scorsa, infatti, la giunta di Palazzo Vecchio, su proposta dell’assessore all’ambiente e urbanistica Cecilia Del Re, ha avviato la verifica di Vas per la variante al Piano strutturale e al regolamento urbanistico. Alla fine del mese di maggio, in un evento pubblico dedicato al Pnrr, il sindaco Dario Nardella aveva annunciato l'intenzione di intervenire sull'argomento.

Adesso, in attuazione delle recenti norme nazionali, l’installazione di impianti solari e fotovoltaici rientrerà tra gli interventi di manutenzione ordinaria non subordinati all’acquisizione di permessi o autorizzazioni, ad eccezione di quella paesaggistica per immobili e aree di notevole interesse pubblico. Gli impianti - come specifica una nota del Comune - dovranno privilegiare l’utilizzo di superfici antropizzate, degradate o comunque non idonee ad altri usi.

Dopo l’avvio di Vas si procederà all’adozione, per poi arrivare in approvazione dopo il periodo previsto per le osservazioni. La stima è che il procedimento possa concludersi in autunno, orientativamente nel mese di ottobre. Per velocizzare i tempi si è scelto di modificare il regolamento esistente in attesa che venga adottato il piano operativo, che avrebbe richiesto una maggior attesa.

La proposta di modifica, con variante semplificata, è subordinata alla valutazione degli effetti ambientali: sono stati quindi avviati la verifica di assoggettabilità a Vas e il coordinamento con la valutazione di incidenza. Nell’elaborazione della variante - spiega l’amministrazione - è stata posta particolare attenzione al rispetto della pianificazione territoriale e in particolare del Pit, che fornisce indicazioni per gli impianti in aree sottoposte a tutela. La variante è stata inoltre definita nel rispetto della legge regionale in materia e del Piano ambientale energetico regionale (Paer).

Nel dettaglio: nelle aree prossime ai fiumi Arno, Greve, del torrente Ema e nel bosco possono essere realizzati gli impianti solari e fotovoltaici sulle coperture, ma non è consentita l’installazione di impianti a terra. Nelle aree della collina e della pianura possono essere realizzati gli impianti solari e fotovoltaici sulle coperture e impianti fotovoltaici a terra (ad eccezione dell’area di Monte Morello) di potenza massima 5 KW, nel limite di un impianto per unità immobiliare, nel resede di pertinenza (potenze superiori possono essere installate esclusivamente da aziende agricole, in collina solo per le esigenze di autoconsumo, sempre privilegiando l’utilizzo di superfici antropizzate, degradate o non idonee ad altri usi).

Nel centro storico Unesco è previsto il divieto assoluto di installazione degli impianti sia sulle coperture che a terra. Nelle zone di formazione otto-novecentesca e nei borghi storici (zona A) possono essere realizzati gli impianti solari e fotovoltaici sulle coperture, ma non è consentita l’installazione di impianti a terra.

Nelle aree di insediamento recente (zona B) possono essere realizzati gli impianti solari e fotovoltaici sulle coperture e impianti a terra nel limite massimo di 20 Kw di potenza. Nelle aree di insediamento recente specializzate e di depositi a cielo aperto (zona D) l’installazione degli impianti è ammessa sia sulle coperture che a terra.