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08/06/2022 00.00 - Quotidiano Energia
Progetti bandiera del Pnrr, 5 Regioni su 6 puntano sull’idrogeno

Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Basilicata e Puglia siglano i primi protocolli d’intesa. Cingolani: “Target a marzo 2023 e 2026, un comitato per monitorare”

A Palazzo Chigi sono stati firmati i primi sei protocolli d’intesa sui progetti bandiera del Pnrr per le Regioni. I cosiddetti “Progetti bandiera del Pnrr” sono quegli interventi su cui una determinata Regione ha deciso di investire in particolar modo, poiché hanno una “rilevanza strategica per il territorio”.

Ben cinque Regioni su sei hanno eletto le “Hydrogen Valleys” come l’investimento più significativo. Si tratta di Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Basilicata e Puglia. La Liguria, invece, ha scelto di puntare sul “Centro di medicina computazionale e tecnologica ad Erzelli”.

Nello specifico, per “Hydrogen Valleys” finanziate dal Pnrr si fa riferimento alla realizzazione di siti di produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse. La dotazione complessiva della misura è di 500 milioni di euro, ma sarà da distribuire tra 10 distretti in tutta Italia. Nei siti individuati si dovrà promuovere a livello locale la produzione e l'uso di H2 nell'industria e nei trasporti. Nelle aree dismesse saranno “installati elettrolizzatori per la produzione di idrogeno mediante sovra-generazione Fer o produzione Fer dedicata nell'area”, come si legge dal Pnrr.

Nello specifico del protocollo, le parti si impegnano a individuare stabili modalità di interlocuzione, “anche attraverso la costituzione di tavoli di confronto tematici, lavorare congiuntamente al fine di favorire l’implementazione del Progetto bandiera secondo i target e le milestone individuati dal Pnrr, rimuovere tutti gli ostacoli che potranno sorgere in ogni fase di esecuzione degli impegni assunti per la realizzazione del progetto”.

Si prevede, inoltre, come parte integrante e complementare, interventi aggiuntivi relativi ad attività di ricerca e sviluppo nel settore dell'idrogeno o per altre attività collaterali. Per questi interventi si prevede un finanziamento integrativo di 50 milioni da ripartire tra le 5 Regioni che hanno scelto l’idrogeno.

Durante la cerimonia, tenutasi questa mattina presso la presidenza del Consiglio alla presenza del premier Draghi, dei ministri e dei presidenti delle Regioni coinvolte (Cirio, Fedriga, Emiliano, Tesei e Bardi), Cingolani ha spiegato che il protocollo con le cinque Regioni si articolerà in due step: il primo a marzo 2023, in cui si dovrà identificare le zone per la costruzione dei cinque distretti. “Si darà poi seguito alla misura.  Entro giugno 2026 si vuole portare questi 5 distretti a produrre fra 1 e 5 MW di potenza totale. Per tutte queste linee guida si costituirà un comitato di coordinamento e monitoraggio che seguirà la cosa in tempo reale”. Il ministro ha poi informato che i distretti dovranno “produrre meno di tre tonnellate di anidride carbonica per tonnellata di gas”.

“Il progetto delle Regioni Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Basilicata e Puglia punta a realizzare siti di produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse. Contribuisce a stimolare la crescita, a creare occupazione. Ci avvicina ai nostri obiettivi energetici e climatici, che il Governo è determinato a mantenere e anzi a perseguire con sempre maggiore convinzione”, ha invece detto Draghi in conclusione. Durante l'introduzione, la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, ha invece annunciato che presto saranno sottoscritti gli altri protocolli che molte Regioni hanno scelto la missione della transizione ecologica.