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17/11/2021 00.00 - Quotidiano Energia
Idro, allarme Lega sul “deflusso ecologico”

Arrigoni: “Nuove regole dal 1° gennaio 2022 rischiano di creare risultati devastanti. In Veneto Enel stima taglio di 930 GWh annui e impatti su pompaggi”. Gruppo Misto vs parco eolico Tuscania
L'applicazione del “deflusso ecologico” a partire dal 1° gennaio 2022, previsto dalla direttiva Acque 2000/60/CE rischia di avere “risultati devastanti per l'agricoltura, la produzione di energia idroelettrica e la fruibilità turistica dei territori”.
È quanto afferma un’interrogazione al Mite presentata al Senato da 23 esponenti della Lega capitanati dal primo firmatario Arrigoni.
Il documento cita i risultati di “sperimentazioni condotte in ambiti idrografici strategici, per simulare gli effetti dell'applicazione del deflusso ecologico”. Solo nella provincia di Treviso, proseguono i senatori leghisti, si stimano “in 530 milioni di euro i danni dovuti alla riduzione di prelievi dal fiume Piave, con un calo del 70 per cento nella presenza d'acqua all'interno del reticolo idraulico, conseguenti riduzioni nell'irrigazione, nella produzione di energia idroelettrica, e ricadute negative in ambito ambientale e turistico”.
Enel Green Power, prosegue l’interrogazione, “ha stimato solo nel Veneto una minore produzione di 930 gigawattora all'anno di energia idroelettrica causata dalla riduzione dell'accumulo idrico nei bacini montani e il conseguente ridimensionamento del sistema dei pompaggi idroelettrici che rappresentano una risorsa strategica per il sistema elettrico nazionale, oltre che un'importante quota di energia prodotta da fonti rinnovabili”.
Il tutto mentre a settembre 2021 “la produzione idroelettrica italiana è risultata inferiore del 23 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno” e “l'applicazione del deflusso ecologico contribuirebbe a ridurre ulteriormente questa quota impattando negativamente sulla produzione idroelettrica di tutto l'arco alpino”.
I senatori della Lega chiedono quindi al Mite quali iniziative intenda adottare per “dare la possibilità ai distretti idrografici di definire il deflusso ecologico in relazione alla specificità dei vari contesti, ammettendo, qualora il costo economico e sociale diventasse spropositato, le deroghe previste dalla stessa direttiva Acque sui valori dei quantitativi d'acqua da rilasciare in alveo”.
Inoltre, il ministero dovrebbe “accelerare la realizzazione e l'ammodernamento delle infrastrutture idriche, per aumentare la capacità di acqua piovana trattenuta dai bacini idrici, contribuendo alla corretta gestione del deflusso ecologico”. Necessario poi “adeguare la condizione idrica dei territori ai parametri indicati dalla direttiva”. Infine, conclude l’interrogazione, occorre “programmare nuovi investimenti per la salvaguardia idrogeologica del territorio considerando l'implementazione di un piano nazionale invasi”.
Il Gruppo Misto contro il progetto eolico da 90 MW di Wpd
Da segnalare anche un’interrogazione del Gruppo Misto (prima firmataria Corrado) ai ministri della Cultura e della Transizione ecologica volta a bloccare il progetto “Parco eolico Tuscania” da 90 MW proposto da Wpd San Giuliano Srl “a nord e a sud dell'antica cittadina del Viterbese”.
Secondo gli interroganti “il dato percentuale irrisorio (inferiore all'1,5 per cento) del contributo dato della fonte energetica rinnovabile (Fer) eolico al soddisfacimento dei consumi elettrici totali del Paese” e “la consapevolezza che, nel caso di specie, gli aerogeneratori del ‘Tuscania’ coroneranno il sito archeologico di Vulci e saranno visibili dall'Argentario a Bolsena”, fanno apparire “ingiustificato l'assalto al territorio”.
Da qui la richiesta ai ministri di “adoperarsi per far valere il principio che la tutela del paesaggio è prevalente su ogni altro interesse giuridicamente rilevante, sia pubblico sia privato, e assecondare perciò la richiesta dei cittadini che si oppongono al ‘Parco eolico Tuscania’ di convincere il proponente ad adottare la cosiddetta opzione o alternativa ‘zero’, prevista dalla stessa Wpd (ex lege n. 152 del 2006) nelle integrazioni, ma finora mai presa realmente in considerazione”.