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19/07/2022 00.00 - Quotidiano Energia
La tassonomia con gas e nucleare si applicherà dal 1° gennaio 2023

Il regolamento delegato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Ue

Al termine di un lungo e travagliato iter, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea il regolamento delegato 2022/1214 della Commissione Ue che include il gas e il nucleare nella tassonomia, oggetto di una ferma opposizione da parte di alcuni Stati membri e di una parte consistente dell’Europarlamento, che due settimane fa ha però approvato il provvedimento in via definitiva.

Il regolamento, che contiene i criteri di vaglio tecnico per il gas e il nucleare nell’ambito del sistema di classificazione Ue degli investimenti considerati sostenibili, entrerà in vigore il 4 agosto e si applicherà dal 1° gennaio 2023.

Per quanto riguarda il nucleare, è prevista l’inclusione nella tassonomia delle attività legate alla ricerca e sviluppo e alla realizzazione di nuovi reattori con permessi rilasciati entro il 2045 dagli Stati membri, che dovranno dimostrare di avere risorse finanziare sufficienti per il decommissioning e aver già realizzato un deposito per le scorie a bassa e media attività. Inoltre, lo Stato in questione dovrà avere “piani dettagliati” per la costruzione di un deposito per le scorie ad alta attività, che dovrà entrare in funzione entro il 2050.

Analoghi obblighi riguarderanno l’estensione fino a non oltre il 2040 della vita utile dei reattori attualmente in funzione.

Lato gas, la tassonomia fissa precisi paletti ambientali, ammettendo però l’utilizzo di sistemi di sequestro e cattura della CO2.

Per gli impianti autorizzati entro il 31 dicembre 2030, le emissioni di gas-serra non dovranno superare i 270 gr CO2equivalente/kWh, o una media annua di 550 kg CO2eq/kW su un periodo di 20 anni. In aggiunta, per ottenere l’etichetta “green” si dovrà dimostrare che la capacità a gas non può essere sostituita in modo efficiente con impianti rinnovabili e che rimpiazza una capacità a più alte emissioni a carbone o a combustibili liquidi.

La nuova capacità, che potrà essere realizzata solo negli Stati membri che si sono impegnati per il phase-out del carbone, non dovrà essere superiore al 15% di quella rimpiazzata e dovrà portare a una riduzione delle emissioni di almeno il 55%.

Non solo: i nuovi impianti dovranno essere progettati e costruiti “in modo da utilizzare combustibili gassosi rinnovabili e/o a basse emissioni di carbonio”, che dovranno essere utilizzati in via esclusiva entro il 31 dicembre 2035.

Le centrali a gas autorizzate dopo il il 31 dicembre 2030 dovranno avere emissioni inferiori a 100 gr CO2eq/kWh.

E’ da ricordare che contro il regolamento hanno annunciato ricorso alla Corte di Giustizia Ue Austria e Lussemburgo, mentre Greenpeace ha comunicato l’intenzione di intraprendere un’azione legale nei confronti della Commissione europea.