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05/01/2022 00.00 - Quotidiano Energia
RETI ELETTRICHE, COME MIGLIORARE LA RESILIENZA

Un percorso in cinque mosse per migliorare la resilienza delle reti elettriche e per tutelarle dai fenomeni meteorologici estremi. È quanto propone la ricerca “How to increase grid resilience through targeted investments”, condotta da McKinsey & Company. In questo senso è inoltre citata la metodologia sviluppata da Terna come case history.

 

L’analisi, si legge in una nota, sottolinea come nell’ultimo anno ci siano stati eventi, come i blackout in Texas o le impennate di domanda di energia in Europa, che dimostrano come il cambiamento climatico rappresenti una “minaccia imminente” per le reti elettriche. Tra gli esempi citati, e riferiti agli anni passati, spicca l’uragano Harvey nel 2017, che ha messo “a rischio” 3,6 GW di potenza negli USA, la tempesta Vaia nel 2018 che ha causato perdite economiche per oltre 2,8 mld € in Italia, ma pure la tempesta Sabine, che nel 2020 ha portato allo spegnimento delle turbine eoliche in Germania.

 

Oltre ai danni fisici, prosegue il comunicato, fenomeni estremi possono influenzare la stabilità della rete: le ondate di calore in estate consegnano un uso maggiore di aria condizionata, così come il freddo conduce all’utilizzo delle sempre più diffuse pompe di calore. Tutto ciò provoca “picchi” per la richiesta proprio nel momento in cui le rinnovabili stanno entrando a far parte del mix energetico. Gli operatori sono dunque chiamati a “rendere più resistenti i sistemi di trasmissione e distribuzione dell’energia” attraverso “un’attenta pianificazione” e con “approcci strutturati e metodologici”.

 

In alcuni Paesi, tra cui l’Italia, il quadro normativo sta già cambiando per adeguarsi alle nuove esigenze. Per il triennio 2021-2023 E-distribuzione ha previsto investimenti in materia per 345 mln €, che si aggiungono ai 520 mln € spesi tra il 2017 ed il 2020. Secondo Terna serviranno risorse ancora maggiori nel periodo 2020-2024 per rendere “sufficientemente resiliente” il sistema di trasmissione.

 

Ad ogni modo, prosegue la nota, una volta definito per ciascun Paese il quadro normativo, bisogna raccogliere le informazioni necessarie “per fare le scelte giuste al momento giusto”. McKinsey propone una metodologia in cinque fasi: per prima cosa occorre “mappare gli asset” al fine di definire il perimetro di eventi estremi; poi vanno create “curve di vulnerabilità” e “mappe di calore” per quantificare il rischio; a seguire si devono programmare scenari per calcolare l’impatto fisico ed economico sulla rete; in conclusione bisognerebbe identificare le azioni di resilienza adatte al contesto e implementare le misure di contenimento.

 

Lo studio, in lingua inglese, è disponibile in allegato sul sito di Quotidiano Energia.