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11/01/2022 00.00 - Quotidiano Energia
Acqua alle isole minori, l’Agcm interviene sul servizio in Sicilia
L’Agcm “ritiene che, indipendentemente dal soggetto preposto alla gestione del servizio di rifornimento di acqua potabile delle isole minori della Regione Siciliana, sia necessario intraprendere procedure di aggiudicazione maggiormente competitive e trasparenti, organizzandole eventualmente su base pluriennale e non annuale, laddove questo possa costituire un incentivo alla partecipazione di altri operatori, muniti delle autorizzazioni necessarie alla prestazione del servizio stesso”.
 
È quanto si legge in una segnalazione approvata il 21 dicembre scorso e pubblicata nell’ultimo bollettino settimanale dell’Antitrust.

 

L’Autorità ricorda che nelle Regioni a Statuto speciale esiste una situazione normativa peculiare che, a differenza di quanto avviene in quelle a Statuto ordinario, affida l’approvvigionamento idrico per le isole minori al ministero della Difesa.

 

In Sicilia, in particolare, il Dicastero “continua a esercitare tale competenza aggiudicando il servizio su base annuale ad armatori privati tramite procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, ex art. 63, comma 2, lett. b), n. 2, del D.lgs. n. 50/2016, preceduta da un avviso di pre-informazione pubblicato sulla Guue. Come indicato anche dall’Anac, ciò si è tradotto nella circostanza che l’aggiudicazione del servizio in esame è stata sempre disposta in favore dei medesimi due armatori, in quanto gli unici provvisti di navi-cisterna preventivamente autorizzate al trasporto di acqua potabile dal ministero della Salute”.

 

Occorre considerare, sottolinea l’Agcm, che “il valore dell’approvvigionamento idrico delle isole siciliane rappresenta oltre il 74% del valore complessivo dell’approvvigionamento idrico di tutte le isole minori italiane rifornite via nave cisterna”.

 

Nelle isole minori siciliane, inoltre, si riscontra anche un “grave deficit infrastrutturale, in termini di dissalatori e conduttore sottomarine, rispetto ad analoghe realtà in altre aree del territorio nazionale, nonché il sottoutilizzo dell’impiantistica esistente che aggrava ulteriormente la dipendenza dal molto oneroso rifornimento di acqua potabile via mare”.