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21/12/2021 00.00 - Quotidiano Energia
Infrastrutture e mobilità, a che punto è l’attuazione del Pnrr


Ultimo step 2021: il rilascio dell’intesa della Conferenza Unificata allo schema di decreto che assegna 1,9 mld € per l’acquisto di bus elettrici e a idrogeno. Il report Mims: 70% risorse per contrastare il cambiamento climatico
Il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims) ha centrato i sette traguardi del 2021 assegnati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Si tratta dei due investimenti per il supporto alla filiera autobus elettrici e alle infrastrutture per le Zone economiche speciali (Zes) e delle cinque riforme per l’accelerazione delle procedure di valutazione nel Trasporto pubblico locale (Tpl) e Trm, dell’iter di approvazione del contratto di programma Rfi e dei progetti ferroviari, del trasferimento della titolarità di ponti e viadotti ai titolari delle strade di primo livello, delle linee guida per la gestione del rischio e il monitoraggio dei ponti esistenti.

Ma la strada da percorrere è ancora molta. Entro il 2026 al ministero spetterà il compito di conseguire infatti 57 obiettivi presenti nel Pnrr: 10 riforme e 47 investimenti. A questi bisogna sottrarre i sette già centrati, che corrispondono al 12,2%. Per riuscire nell’impresa e guidare e coordinare le azioni di sua competenza, il Mims si affiderà a una governance integrata che coinvolge in particolare il Comitato Pnrr, il Comitato speciale del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici e la Commissione nazionale per il dibattito Pubblico.

Il punto sull’attuazione del Pnrr da parte del Mims è stato fatto in occasione della Conferenza Unificata del 20 dicembre, in cui è stata raggiunta l’intesa per 900 mln € di investimento per l’idrico. Nella seduta precedente, quella del 16 dicembre, ministero ed enti territoriali avevano sancito l’intesa sullo schema di decreto per assegnare 1,9 miliardi di euro destinati all’acquisto di autobus ad alimentazione elettrica o a idrogeno per il trasporto pubblico locale. A beneficiarne sono i Comuni capoluogo delle città metropolitane, i Comuni capoluogo di Regione o di Provincia autonoma e i Comuni con alto tasso di inquinamento. I quasi 2 miliardi assegnati verranno impiegati anche per la realizzazione delle infrastrutture di supporto per il rifornimento e l’alimentazione dei mezzi.

“La Conferenza Unificata ha dato via libera a uno degli investimenti più importanti sia a livello dimensionale ma anche sul piano simbolico e cioè l’acquisto e la realizzazione infrastrutture per bus ecologici nei Comuni di media e grande dimensione”, ha commentato durante l’incontro con la stampa il ministro Enrico Giovannini.

La Conferenza Unificata del 16 dicembre ha dato anche l’intesa a tre schemi di decreto che, rispettivamente, assegnano 12,9 milioni di € previsti dalla legge di bilancio 2020 allo sviluppo di piste ciclabili urbane in diversi comuni del Centro-Sud, prorogano di un anno il termine per consentire ai comuni di completare le procedure di affidamento per la realizzazione dei sistemi di Trasporto rapido di massa (Trm) e, infine, ripartiscono 200 mln di € a Regioni, Province autonome e aziende del trasporto pubblico regionale per compensare i minori ricavi dovuti alle limitazioni degli spostamenti durante la pandemia.

Secondo l’ultimo aggiornamento, il Mims ha così definito atti di ripartizione e assegnazione di risorse per complessivi 60,1 mld € del Pnrr e del Fondo Complementare, pari al 98% dei 61,4 mld assegnati. Si tratta di una cifra che rende questo dicastero il più coinvolto nella gestione delle risorse europee: seguono quelli della Transizione ecologica con quasi 35 mld € e dello Sviluppo economico con circa 18. Dal punto di vista generale, il ministero sottolinea anche che oltre il 70% delle risorse del ministero riguarda interventi per contrastare il cambiamento climatico.

Circa 25,6 mld delle risorse assegnate al Mims nell’ambito del Pnrr sono destinati a investimenti in infrastrutture e mobilità sostenibili ‘territorializzati’, cioè assegnati a Regioni ed enti locali per progetti di propria competenza o assegnate ad altri soggetti attuatori per interventi che ricadono su specifici territori, ad esempio porti e reti ferroviarie regionali.