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24/01/2023 - GAZZETTA DI MODENA
Aimag, scade il patto di sindacato tra i soci I 5 Stelle: «Sindaci, state lavorando nell'ombra»

«Il 31 marzo scade il patto di sindacato tra i comuni soci di Aimag e i sindaci dell'Unione stanno lavorando nel silenzio più totale. Temiamo azioni personalistiche intraprese per trovare nuovi assetti con il fine di allargare la maggioranza». La voce è quella di Monica Medici, consigliera del Movimento 5 Stelle che insieme ai colleghi pentastellati Mattia Veronesi (presidente dell'Unione Comuni Area Nord) e Andrea Rossi (consigliere comunale di Soliera) ha voluto sgomberare le nubi su una tematica - quella del rinnovo del patto di sindacato - alquanto nebuloso. «Perché questo silenzio da parte dei sindaci? - incalza Medici riferendosi ai sindaci soci di Aimag - Significa che i sindaci si stanno muovendo sottotraccia, noi coinvolgendo gli altri. Forse stanno cercando nuovi assetti di maggioranza? O una cessione o addirittura una fusione di Aimag? Siamo molto, molto preoccupati. L'argomento non è stato ancora portato in nessun consiglio comunale o commissione. Per questo entro metà febbraio proporremo un ordine del giorno a tutte le assemblee consiliari facendo ciò che è in nostro possesso, tra interrogazioni e interpellanze, per fare chiarezza sulla situazione». Il patto di sindacato - quell'accordo che riunisce tutti i soci pubblici in questo caso di Aimag - dovrà essere riscritto entro il 31 marzo, senza alcuna possibilità di proroga: «Proprio per questo dovrebbe essere nell'agenda di tutti i consigli comunali - sottolinea Medici - Aimag rappresenta il patrimonio più grande che il Comune di Carpi possiede. E Aimag è la maggiore società del nostro territorio: dobbiamo evitare che società d'investimento speculativo entrino nell'azienda. È incredibile come ancora nessuno tra i soci abbiamo deciso cosa fare di un'azienda che chiuderà il 2022 con mezzo miliardo di ricavi e che, alla fine del 2021, vantava un patrimonio di 284 milioni di euro. Addirittura, il 60 per cento di questa società appartiene proprio ai Comuni». Lo scenario che si profila è tutto fuorché positivo: «Parliamo - aggiunge Veronesi - di un fiore all'occhiello del nostro territorio che rischia di essere svenduto e svuotato. Tutto perché la politica non ci parla in maniera trasparente e aperta. Non possiamo permetterci che l'interesse pubblico venga sacrificato sull'altare del profitto. Per questo motivo bisogna intervenire velocemente e capire in quale direzione si sta andando. La preoccupazione c'è e il tempo è poco: faremo interrogazioni e mozioni per andare "sotto" ai vari sindaci. La situazione ora è intorpidita, e lo è per volontà dei soci stessi».l Gabriele Canovi © RIPRODUZIONE RISERVATA.