AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
23/06/2022 - GIORNALE DI BRESCIA
«PIANO A2A LEGITTIMO, IL NO VA MOTIVATO»

Il project financing (PF) di A2A per acquisire il 40% di Acque Bresciane e trasformarla in una società mista «non solo è legittimo», ma per rigettarlo «non basta un generico "no"», serve una «motivazione rafforzata, che dimostri che sono preferibili altri percorsi». Parola di Pietro Acri, avvocato amministrativista, superconsulente di A2A nella stesura del PF. Nei giorni scorsi Provincia e Ato hanno risposto dicendo che sarà approfondita la «coerenza della proposta con la normativa» e che è in corso una «riflessione politica» per modificare la scelta del modello misto (compiuta nel 2015 ma non ancora attuata) in favore dell' in house. Ma Acri puntualizza che: «Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico che deve avere una gestione industriale per garantire investimenti, efficienza e qualità. La gestione può avvenire in tre modi: concessione, società in house, partnerariato pubblico-privato. I decreti legislativi numero 50/2016 (Codice dei contratti pubblici) e 175/2016 (Testo unico delle partecipate pubbliche) stabiliscono che il partnerariato può essere uno degli strumenti per la gestione del servizio idrico (art. 4, comma 2, lettera c del decreto 175/2016) e il PF è una delle forme di partnerariato ammesse (art. 180, comma 8 decreto n. 50/2016)». Non solo. «Il project è tanto più adatto se si pensa che è stato pensato per gli investimenti corposi» (come quelli richiesti dal sistema idrico bresciano): con il PF «il peso del debito e il rischio industriale viene "spostato" dagli enti pubblici per ricadere in capo al gestore privato». La Provincia potrebbe però decidere di cambiare la scelta del 2015 e puntare sull' in house. «Ogni forma di gestione va motivata - spiega Acri -. Una motivazione di tipo tecnico, economico ed industriale. Si deve scegliere la gestione che garantisca la migliore realizzazione del Piano di bacino dell' Ato. Il servizio è regolato dalle autorità, Arera e Ato. Pensare che un ente possa cambiare per motivi generici non è ammissibile». L' in house richiede per altro la «giustificazione più forte, come dice l' art. 192 del codice appalti. Non per cattiva volontà, ma per le conseguenze sui bilanci degli enti locali di questa scelta». Ma se la politica deciderà comunque per l' in house? «Se la scelta fosse fatta senza essere suffragata da dati tecnici che dicono che è la migliore, vi potrebbero essere danni erariali per gli enti locali, ricorsi e richiami da parte delle Autorità». Ma il PF non è in contrasto con il principio dell' acqua pubblica? «No, l' acqua è un bene pubblico per legge - insiste Acri -. Portarla nelle case e restituirla all' ambiente dopo averla depurata è altra cosa, è un' attività industriale che va svolta secondo i principi di efficacia, efficienza ed economicità. La tariffa viene stabilità dall' autorità nazionale. I privati possono solo accelerare investimenti indispensabili contro perdite e mancata depurazione». // D.B.