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25/11/2021 - IL GIORNO (ED. MILANO)
Risiko dell' energia: esposto di 4 consiglieri regionali

La fusione tra A2A e LGH finisce nel mirino del Movimento 5 Stelle: «Quote di società comunali cedute senza procedure pubbliche»
MILANO di Giambattista Anastasio Quattro consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno firmato un esposto alla Corte dei Conti, alla Guardia di Finanza e alle procure di Brescia, Cremona, Lodi e Pavia nel quale denunciano «la cessione ad A2A di quote di multiutility pubbliche, da parte di una moltitudine di amministrazioni comunali lombarde, senza che sia stata indetta una procedura ad evidenza pubblica», cioè senza che sia stata lanciata una gara, e senza che «le stesse amministrazioni comunali abbiano deliberato tutti gli atti di loro competenza». I consiglieri in questione sono Marco Degli Angeli, Simone Verni, Dino Alberti e Marco Fumagalli. E l' operazione alla quale fanno riferimento è quella già raccontata su queste pagine: la fusione per incorporazione di A2A con Linea Group Holding (LGH), un' operazione in due tempi. A2A è la multiutility dell' energia partecipata dai Comuni di Milano e Brescia, che ne detengono ciascuno il 27,5% delle quote, mentre LGH, attiva sempre nel settore dell' energia e della gestione dei rifiuti, è stata costituita nel 2006 dall' associazione di più municipalizzate attive nelle province di Lodi, Cremona, Pavia, Brescia e Bergamo, province nelle quali serve oggi 200 Comuni e 1 milione di residenti. Dal 2016 il socio di maggioranza di LGH è A2A, che ne ha acquisito il 51% attraverso un accordo di partnership. La contestazione mossa dai pentastellati parte da qui e mira ad evitare che il copione si ripeta una volta entrato nel vivo il secondo tempo dell' operazione. Con ordine, allora. Nell' esposto appena presentato dai consiglieri regionali si fa innanzitutto riferimento alla delibera dell' Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) datata 21 febbraio 2018 e relativa proprio all' ingresso di A2A nella holding delle cinque province. Una delibera nella quale si conclude quanto segue: «L' operazione di acquisizione del 51% del capitale sociale di LGH da parte di A2A, individuata in forma diretta, senza il previo esperimento di una procedura competitiva e comparativa, non è in linea con la normativa di riferimento. Per la selezione del soggetto idoneo ad acquistare la suddetta partecipazione azionaria i soci di LGH avrebbero dovuto infatti espletare una gara esplorativa. Inoltre il bando, in considerazione dell' elevato importo della compravendita (oltre 113 milioni di euro ndr) avrebbe dovuto essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell' Unione Europea». Da qui la scelta dell' Anac di inviare la propria delibera all' Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nonché alla Corte dei Conti, che nelle scorse settimane si è mossa chiedendo al sindaco di Cremona tutti gli atti relativi all' affaire A2A-LGH via via approvati e avanzando analoga richiesta alla Scs, municipalizzata di Crema che è tra le 5 fondatrici di LGH. In questo quadro si inserisce, ora, l' azione dei pentastellati, che si sono rivolti ai singoli Comuni chiedendo loro - in quanto proprietari delle quote delle municipalizzate associatesi nella holding - se abbiano o no approvato atti relativi all' ingresso di A2A in LGH. «Abbiamo interrogato 187 Comuni nelle provincie di Brescia, Cremona, Lodi e Pavia, chiedendo copia delle delibere autorizzative - fanno sapere i consiglieri regionali -. Di questi in 96 hanno risposto e solamente 14 amministrazioni hanno comunicato di aver deliberato nel merito del passaggio di quote. Questo il contenuto dell' esposto depositato presso la Guardia di Finanza». «La nostra azione vuole essere di supporto alla Corte dei Conti. Abbiamo messo il materiale raccolto a disposizione degli organi inquirenti, di modo possano valutare nel merito dei comportamenti dei singoli amministratori comunali. Quella che vede coinvolti 187 Comuni della Lombardia è una vicenda enorme, che riguarda la cessione da parte del pubblico di settori strategici, quali la raccolta e lo smistamento rifiuti, la gestione dell' acqua e dell' energia a società private. Il tutto fatto senza coinvolgere, nella stragrande maggioranza dei casi, gli organi che rappresentano i cittadini, ovvero i Consigli comunali, e nonostante il parere contrario espresso da Anac in occasione della cessione della prima tranche di quote, avvenuto nel 2016. Qui - concludono i consiglieri - stiamo parlando di soldi pubblici e di procedure già valutate come irregolari, portate avanti nell' irregolarità e che, nonostante tutto, ad oggi non sono ancora state revocate». Una vicenda, quella appena esposta, che non è ancora finita, il secondo tempo è ancora in corso, come detto. Ora A2A vuole incorporare LGH. E lo vuol fare (di nuovo) senza gara e in ragione dell' accordo di partnership siglato nel 2016, che contemplava la possibilità di un rafforzamento del ruolo della multiutility bicefala dal terzo anniversario della firma. Ci siamo, quindi. Il 25 ottobre scorso, la Astem Spa di Lodi, socia di LGH, ha chiesto e ottenuto un parere legale sulle modalità con le quali A2A vuole realizzare l' operazione e il responso riporta al vizio d' origine: i legali hanno fatto sapere ad Astem che l' incorporazione di LGH in A2A non può essere considerato un atto meramente consequenziale all' accordo del 2016 e che deve eventualmente avvenire previa gara pubblica. mail: giambattista.anastasio@ilgiorno.net.