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09/08/2022 - IL SOLE 24 ORE
«Alleati di università e imprese per innovare tutta la dirigenza»

La Pubblica amministrazione italiana alle prese con il Pnrr è una barca enorme che deve superare la forza d' inerzia per cambiare rotta. Uno dei rimorchiatori indispensabili per questa virata è la formazione. Al suo timone c' è Paola Severino, ex ministra della Giustizia ed ex rettrice della Luiss che ora guida la Scuola nazionale dell' amministrazione (Sna). Rinnovata e riformata su impulso del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, con l' obiettivo, spiega Severino, «di risvegliare l' orgoglio di appartenere alla comunità dei civil servant, di chi lavora per fornire beni e servizi pubblici. La pandemia ci ha dimostrato quanto siano essenziali». Che cosa significa in concreto? Sentirsi parte di un progetto necessita di incentivi. Nella dirigenza amministrativa questi incentivi sono la selezione e la promozione per merito, punti qualificanti dei cambiamenti dirompenti introdotti nella Pa negli ultimi 19 mesi attraverso gli interventi del Governo Draghi e le novità contenute nei nuovi contratti del pubblico impiego. La Sna si inserisce in questa spinta meritocratica offrendo ai giovani migliori la possibilità di entrare direttamente nell' alta dirigenza della Pa, attraverso un corso-concorso che dovrà a tutti i costi diventare annuale. Dopo uno stop di cinque anni, il 23 novembre del 2021 abbiamo avviato il corso, in cui abbiamo gestito, non senza difficoltà, ben 11mila partecipanti. La vera sfida, per una selezione di eccellenza, sarà quella di far partire il 23 novembre 2022 il secondo bando,e di assicurare, per poter valutare seriamente i meriti di ogni concorrente,un nuovo bando il 23 novembre di ogni anno. Le norme del Dl approvato la scorsa settimana ci permettono, inoltre, di erogare direttamente master e dottorati, riconoscendo alla Scuola la possibilità di individuare i temi di maggior interesse per il rinnovamento della Pa e, in collaborazione con il sistema delle Università, di erogare corsi specialistici ritagliati sulle esigenze formative del mondo pubblico e sulle opportunità di interagire in modo più efficace ed efficiente con il cittadino e il mondo dell' economia. Questa profonda innovazione è stata possibile, nel breve tempo trascorso dalla mia nomina, grazie al ricorrere di tre convergenze. Quali? Prima di tutto la convergenza europea, che ha reso possibile il Next Generation Eu e la sua emanazione nazionale, il Pnrr. Poi quella con il Governo, che ha scritto, trasmesso a Bruxelles e finora approvato senza ritardi il Pnrr. Un Governo che, con il ministro Brunetta, ha deciso di investire con determinazione sul capitale umano pubblico e sulla formazione. La terza convergenza è quella che dobbiamo consolidare noi, come Sna, per fare della Scuola un hub di competenze non solo per l' Amministrazione centrale, ma anche per poli formativi territoriali, espressamente riconosciuti dal recente decreto, da attivare a livello regionale e per mettere insieme tutti gli enti dei territori, farli dialogare tra di loro e consentire un pieno e corretto utilizzo delle risorse del Pnrr affidate a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni. E poi, sempre in termini di convergenza, occorre sperimentare metodi innovativi e introdurre nuove competenze. Che cosa significa, in concreto? Cito un esempio: la creazione delle «comunità di pratica», con la condivisione di best practice e di progetti comuni per soluzioni a problemi complessi. Pensiamo a un tema come la leadership, su cui la dirigenza pubblica deve concentrare sempre più la propria attenzione. Attraverso il confronto con il settore produttivo, con i modelli delle società a partecipazione pubblica, la comunità di pratica diventa formativa per tutti: amministratori e imprese. Un secondo esempio è l' internazionalizzazione. Vissuta come confronto concreto con le realtà degli altri Paesi, genera un' osmosi preziosa. Quando a Bruxelles occorre assumere decisioni sulle questioni centrali dell' agenda europea, è essenziale parlare la stessa lingua e favorire la condivisione di esperienze. Anche per questo abbiamo progettato una sorta di Erasmus per la dirigenza pubblica: i vertici delle amministrazioni vanno incoraggiati a lavorare all' estero per un periodo di tempo, così come i colleghi stranieri devono poter venire qui. Anche perché la nostra Pa vanta tanti modelli da mettere a fattor comune. Siamo, ad esempio, un punto di riferimento internazionale sul tema della prevenzione della corruzione. Sull' anticorruzione internazionale abbiamo già attivato corsi in convenzione con l' Ocse rivolti ai Paesi del Mediterraneo nella nostra sede presso la Reggia di Caserta. E sempre presso questo splendido edificio vanvitelliano inviteremo tutte le scuole europee della Pubblica amministrazione, per condividere obiettivi e metodi formativi. La Pa italiana è però una realtà complessa, e ha tante declinazioni territoriali. Un modello del genere non rischia di essere troppo "alto"? È l' opposto. La riforma della Sna ha tra i suoi elementi qualificanti la nascita dei poli formativi territoriali: non ci si rivolge più quasi esclusivamente ai dirigenti dei ministeri, come avveniva in passato, ma ai dirigenti e ai funzionari di tutte le articolazioni dello Stato, i "game changer" chiamati a raccogliere e a favorire le sfide delle grandi transizioni, digitale e ambientale, previste dal Pnrr. Il primo polo in Piemonte sarà inaugurato il 20 settembre a Santena (Torino), la patria di Cavour. Il secondo nascerà all' Aquila, come indicato dal presidente Draghi: un segno di attenzione alle professionalità tecniche indispensabili per la ricostruzione. Ci stiamo già confrontando con i presidenti e le amministrazioni locali delle altre regioni. Questi poli saranno un acceleratore del dialogo tra diversi livelli di governo e permetteranno di arricchire il bagaglio di competenze della dirigenza territoriale, la più potentemente investita dalle esigenze di gestione, monitoraggio e rendicontazione dei fondi del Pnrr. E anche nelle sedi territoriali vareremo una serie di nuovi contenuti formativi. Su quali temi? Tanti, e diversi a seconda della sede. A L' Aquila, per esempio, sarà centrale il tema della gestione delle emergenze, perché l' esperienza del terremoto e della tragedia di Rigopiano ci hanno insegnato quante vittime e quanti danni si possono evitare con una preparazione professionale e una strategia che consentano di arrivare pronti alla gestione del difficile momento emergenziale. Una lezione che ha portato a creare uno straordinario portale informatico che rende accessibili tutti i dati sulle richieste di intervento e sugli stati di avanzamento lavori nella ricostruzione di case, imprese ed edifici pubblici, mettendo concretamente in atto, tra l' altro, il principio della trasparenza. Più in generale, i corsi sulla transizione digitale e ambientale, sulla sicurezza cibernetica (a luglio abbiamo inaugurato la prima summer school sulla cybersicurezza), sulla semplificazione e la leadership serviranno a rivitalizzare gli enti, ma anche a costruire nuovi modelli per imparare ad affrontare ogni evento, anche imprevedibile. La formazione, rafforzata con la sinergia tra mondi diversi, è una leva fondamentale di sviluppo e di innovazione delle politiche pubbliche. Questo è l' obiettivo della nuova Sna, al servizio della nuova Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gianni Trovati