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23/06/2022 - MF
Estra contro gli extra-profitti: sbagliato colpire i ricavi

Non si placa la polemica sugli extra-profitti quando manca appena una settimana al versamento della prima rata del 40% del contributo straordinario imposto dal governo agli operatori dell' energia. Si chiama fuori Estra, la multiutility a controllo pubblico (Consiag-Prato 39,5%, Coingas-Arezzo 25,14%, Intesa-Siena 25,14%, Viva Energia-Ancona 10%), che critica non il contributo in sé ma la scelta di calcolarlo sul fatturato ai fini Iva e non sui veri guadagni. «È più che lecito che il governo in una situazione di emergenza come quella attuale chieda un contributo straordinario alle imprese che, si suppone, abbiano guadagnato dai rincari dell' energia», premette il direttore generale di Estra, Paolo Abati, «ma non è dai cicli di fatturazione attiva e passiva che si può capire se davvero un' azienda ha realizzato dei profitti extra. Estra, per esempio, acquista il gas che poi rivende ai propri clienti. I rincari che hanno colpito i nostri clienti sono gli stessi che hanno colpito noi. Di conseguenza ci troviamo nella situazione in cui il fatturato è aumentato per via dei maggiori prezzi e volumi, ma i margini sono rimasti invariati. In sintesi, la crescita dei ricavi non è automaticamente crescita dei profitti se a monte c' è un aumento dei costi della materia prima. Nella nostra situazione si trovano molte altre aziende». Intanto Estra, al pari di molti altri operatori, ha dovuto far fronte anche alle difficoltà dei propri clienti. L' insoluto è rimasto quasi invariato, con un' incidenza dell' 1%, ma le richieste di rateizzazione sono aumentate sensibilmente. «Oltretutto noi non abbiamo aspettato il decreto del governo per consentire il pagamento rateale delle bollette né seguiamo la modalità che prevede la contestazione». Ottimismo su un prossimo abbassamento dei prezzi non c' è. «Deve prima finire la guerra, ma soprattutto bisogna ricondurre il mercato dell' energia ai fondamentali», spiega Abati. «Anche prima del conflitto in Ucraina e dei tagli alla forniture di gas in Europa da parte di Gazprom i prezzi erano schizzati addirittura a 300 euro al Megawatt, cifre ingiustificabili. C' è speculazione, c' è una finanziarizzazione del mercato dell' energia che spinge i prezzi a livelli mai visti». Estra vede con favore un tetto al prezzo del gas, ma a regime la soluzione è un' altra: «Bisogna puntare sulle rinnovabili, sviluppare l' idrogeno e le batterie. E nel frattempo invitare tutti a un comportamento più responsabile nella gestione dei consumi». (riproduzione riservata)

ANGELA ZOPPO