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25/11/2021 - IL PICCOLO (ED. GORIZIA)
La riconversione piace ad Agrusti «Un' occasione l' addio al carbone»

Il presidente di Confindustria Alto-Adriatico dal palco di Top 100 parla di energia e ambiente affrontando la questione Monfalcone
Transizione ecologica sì, ma non a tutti i costi e saltando le tappe. Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto-Adriatico, sulla svolta green che è ormai un mantra, tanto per le istituzioni, quanto per le aziende e i cittadini, frena e dal palco di Top 100, l' evento organizzato da Nordest Economia andato in scena martedì all' aeroporto di Ronchi dei Legionari, incalzato dal direttore del Piccolo e del Messaggero Veneto, Omar Monestier, ribadisce la sua posizione. Eccentrica tanto quanto granitica: «Una dittatura green non l' accetterò mai» sentenzia, spezzando una lancia a favore del metano, che non sarà la panacea di tutti i mali ma che qualcheduno, vedasi lo smog nelle grandi città italiane, ha contribuito a ridimensionarlo, e della riconversione della centrale A2A di Monfalcone. «Siamo a Ronchi, a un passo dalla centrale, che un tempo veniva alimentata a carbone proveniente, mi pare proveniente dal Venezuela, tanto a dire quanto lunga fosse la traccia che lasciava dall' estrazione all' uso». Ora A2A si prepara a spendere 400 milioni per riconvertirla portandola a una potenza di 850 megawatt, un rendimento elettrico del +63% e una riduzione del 100% di ossidi di zolfo e polveri, del -76% di quelle di azoto e del -64% di Co2. Un passo avanti per Agrusti, non per il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, né per Legambiente. «Oggi - continua il leader della Confindustria Alto Adriatico - gli ambientalisti sono contrari al metano: essendo fonte fossile, dicono, inquina». Torna alla carica il pordenonese. «Fin qui ci hanno tutti spiegato che convertire a metano il riscaldamento delle nostre città è servito ad abbattere lo smog».Convinzione che ha spinto la metanizzazione. Per altro in pieno corso. «Non dimentichiamo che stiamo costruendo grandi metanodotti» ricorda ancora Agrusti che incalzato dal direttore, a proposito di centrali nucleari, alza l' asticella: «Sono un nuclearista convinto. L' Italia ha una storia importante legata al nucleare, abbiamo fatto le centrali più evolute al mondo, salvo poi fuoriuscire. E mentre Macron, in Francia, dove di centrali nucleari ce ne sono ben 54, annuncia con grande sincerità ai francesi la costruzione di 7 nuove centrali, senza sollevare obiezioni, in Italia ci raccontiamo che l' energia che ci serve la facciamo con le pale eoliche o i pannelli fotovoltaici». Che non solo, secondo Agrusti, non bastano, ma nemmeno si fanno: «Perché c' è sempre qualche comitato o qualche sindaco - conclude amaro - pronto a mettersi di traverso». --© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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