AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
24/01/2023 - LA REPUBBLICA
Autonomia, destra ancora divisa Palazzo Chigi stoppa Calderoli

ROMA Salta il vertice tecnico di oggi e viene rinviata a data da destinarsi la presentazione del disegno di legge in Consiglio dei ministri. La sicumera del ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli, che domenica scorsa annunciava la presentazione «già nel prossimo Cdm» del ddl sull'autonomia differenziata di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, è finita dopo una telefonata garbata arrivata da Palazzo Chigi su mandato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Non corriamo troppo, occorrono prima dei passaggi tecnici e al massimo possiamo discuterne in un pre Cdm, ma non questa settimana». Tradotto: Meloni non chiude del tutto al ddl Calderoli, bandiera da campagna elettorale per la Lega in vista delle regionali in Lombardia, ma visto che si vota anche nel Lazio e che dentro la maggioranza Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno a dir poco qualche perplessità sul testo del ministro, prendiamo tempo e nessuna accelerazione. Calderoli domenica scorsa in una intervista a L'Unione Sarda , affermava sicuro: «Ho appena finito di scrivere il testo che recepisce le indicazioni emerse nel tavolo tecnico con i vari ministeri e nel vertice politico dei giorni scorsi. Penso che la prossima settimana il disegno di legge possa andare in Consiglio dei ministri per l'esame preliminare. Nel nuovo ddl si supera il criterio della spesa storica. Ora ci saranno tutti i passaggi parlamentari e gli altri costituzionalmente previsti». Il ministro si riferiva al vertice che si è tenuto qualche giorno fa tra la premier, i suoi vice Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Raffaele Fitto e Francesco Lollobrigida. Un incontro di «grande equilibrio», aveva commentato il ministro degli Esteri. La svolta, in questo «equilibrio », riguardava non solo l'inserimento dei Livelli essenziali delle prestazioni ma che queste saranno fissate dal Parlamento. Un escamotage che allunga a dismisura i tempi di approvazione definitiva di qualsiasi testo: andare oggi alla Camera e al Senato e incassare un voto sulla fissazione del Lep, prevedendo quindi maggiori trasferimenti a chi non arriva a raggiungerli, manco a dirlo il Sud, è davvero difficile. Inoltre Calderoli ha inserito anche il tema dei fabbisogni standard, che di fatto fotografa il presente con annessi divari Nord-Sud. Ancora benzina sul fuoco insomma. Comunque l'intesa politica era stata data per aiutare il centrodestra alle prossime regionali in Lombardia. Ma Calderoli sembra essere andato oltre con l'annuncio della presentazione del ddl nel prossimo Consiglio dei ministri. Le sue frasi non solo hanno fatto scattare la reazione unanime e critica dell'opposizione, dal Partito democratico al Terzo Polo, ma hanno irritato non poco la stessa maggioranza. In casa Forza Italia i deputati, non solo del Sud, hanno detto a Tajani di non avviare alcun dialogo in Consiglio dei ministri, mentre in casa Fratelli d'Italia la truppa dei meloniani nel Lazio e al Sud ha fatto sapere alla presidente del Consiglio che si stava correndo troppo. FdI ha il suo feudo elettorale nel Mezzogiorno e nel Lazio il candidato Francesco Rocca ha già messo le mani avanti: «Non si penalizzi la nostra Regione». Così in serata da Palazzo Chigi è arrivato un invito a Calderoli a correggere il tiro. E all'Ansa il ministro ammette: «La riunione tecnica sull'autonomia che si era prospettata, l'abbiamo già fatta la settimana scorsa. Ci siamo portati avanti. Può darsi che ci saranno altre riunioni tecniche. In ogni caso, dopo le riunioni tecniche, chiederò di sottoporre la mia proposta al pre Consiglio. Poi, il calendario dei Consigli dei ministri lo fa il presidente del Consiglio». Ecco, e Meloni non sembra avere nell'agenda dei prossimi giorni la parola «autonomia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Leghisti Matteo Salvini e Roberto Calderoli al lavoro sull'Autonomia differenziata.

ANTONIO FRASCHILLA